Kaos, bilancio tra rimpianti e ambizioni future
Il patron Calzolari: «Con altri arbitraggi lo scudetto sarebbe stato nostro. Come noi nessuno in città»
FERRARA. Il Kaos ha chiuso la stagione sabato sera al Ristorante l’Archibugio di via Darsena, con una cena che ha radunato tutti i componenti di società, staff tecnico e squadra, oltre ai rappresentanti della stampa. Da ieri, poi, è stato decretato il “rompete le righe” e l’arrivederci all’inizio della preparazione in vista della prossima stagione.
Al termine della serata di sabato, lo stato maggiore della società ha tagliato la torta e brindato al secondo storico posto nel massimo campionato di calcio a cinque.
«Il giorno dopo la sconfitta in gara 4 della finale scudetto con Pescara c’era un po’ di amarezza - rivela il patron Marco Calzolari -; non ci è stata data la possibilità di giocare gara 5 che era il nostro obiettivo minimo. Penso sempre che gli incontri li devono decidere i giocatori, e non gli arbitri. Le due partite di Pescara, invece, sono state condizionate proprio dagli arbitri che ci hanno penalizzato. Accettiamo il risultato, ma meritavamo di finire in altro modo. Abbiamo fatto le ultime dieci partite contro le squadre più forti e anche con la prima meritavamo altro risultato. Con altre decisioni o favori, che non abbiamo mai chiesto, saremmo qui a festeggiare lo scudetto. Pescara ha vinto senza gloria».
Adesso, Ferrara ha scoperto l’amore per il futsal, merito del Kaos che non è più considerata una squadra bolognese, come erroneamente pensavano molti media.
«Siamo ferraresi anche se all’inizio dovevamo giocare a San lazzaro di Savena. Siamo anche la più vecchia società che sta disputando la serie A, ed a Ferrara siamo radicati anche per quanto riguarda tutta l’attività del settore giovanile. Vivaio che parte dalla suola calcio e arriva fino all’Under 21. Questo è stato il primo anno in cui con le varie formazioni giovanili non abbiamo ottenuto titoli, ma siamo arrivati sino in fondo con la prima squadra. Sicuramente tutto un altro impatto, gli organi d’informazione ci hanno considerato; solo nella fase finale abbiamo avuto otto dirette televisive. Come noi nessuno in città, ma non voglio rubare niente alla Spal e alla Pallacanestro Ferrara che vantano una tradizione che non ha niente a che vedere con la nostra, più giovane. Sono contento di aver fatto innamorare i ferraresi del futsal».
La parola passa al capitano: «Pescara troppo forte, ma a noi è mancata un po’ di fortuna - dice André Dos Santos -, siamo partiti che nessuno ci credeva. Questa finale scudetto sarà un punto di partenza, adesso sappiamo cosa fare. Speriamo che il prossimo sia l’anno giusto. Ancora non so cosa farò, dobbiamo ancora parlare, mi auguro però che questa società arrivi a vincere lo scudetto».
Corrado Magnoni
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