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La Laghese fa 90, fantastici quegli anni

La Laghese fa 90, fantastici quegli anni

La splendida epopea del club biancazzurro, la guerra e i suoi drammi, i migliori talenti. E un mister che diventa sindaco

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LAGOSANTO. Rischiava di non esserci nemmeno più la Laghese che quest’anno festeggerà invece i 90 anni. Mica male per le società dilettantistiche che per definizione vivono nell’incertezza. Crisi economica e di volontariato ne mettono a repentaglio l’attività. L’estate scorsa anche Lagosanto ha rischiato di scomparire, o nella migliore delle ipotesi di ripartire dalla Terza. Invece, dopo un anno di transizione in Seconda raggiungendo la salvezza, ce l’ha fatta e guarda al futuro con ottimismo. Il nuovo presidente è Davide Bigoni, mentre Marco Gadda, da vice-allenatore, è diventato ds.

«Abbiamo riorganizzato l’assetto societario – dice Gadda, figlio di quel Loris che per annni, oltre ad essere pilastro del club, qui a Lagosanto ha fatto il sindaco - , e siamo pronti a ripartire. Abbiamo potenziato il settore giovanile ed in 3 anni vogliamo arrivare in Prima categoria». Fervono i preparativi per i festeggiamenti. Si parla di un torneo e di una serie di eventi per ricordare la storia della Laghese. Un passato contenuto in una fonte storica quanto mai affidabile: il volume «Cinquant'anni di calcio laghese 1928-1978». L'attività calcistica fu inizialmente collegata al dopolavoro sportivo, per poi organizzarsi col nome di Unione sportiva Robur foot-ball club nel 1925. Il leader indiscusso di quella squadra era Giovanni Turra capitano-giocatore nonché presidente in pectore. Di quella squadra facevano parte Emilio Bulgarelli (Miglin), Canzio Menegatti, Otello Matiello, Moviso Menegatti, Severino Menegatti, Vincenzo Sfrisi (Gatubin), Pellegrino Finessi, Sanguino Guietti e infine - ma non certo ultimo - il portiere Clodio Ranieri che è entrato nella storia per essere stato il primo giocatore venduto alla Comacchiese, per una bicicletta. I brillanti risultati della futura Laghese continuano ancora nel 1929 quando, dopo aver vinto il proprio girone della Coppa Balbo, la squadra è costretta a cedere le armi a Formignana contro il Gruppo Moretti. Non sono tutte rose e fiori e dal 1931 al 1936 l'Us Robur è costretta a sospendere l'attività. Ma l'ardore e la voglia di continuare a correre dietro ad un pallone sono sempre le stesse dei pionieri che giocavano sui dossi bruciati della borgata Tombe, così - come conferma il Corriere Padano nel 1937 - con il nome di Us Desidero Rolfini il calcio torna a vivere. Gli anni immediatamente precedenti il secondo conflitto mondiale sono quelli in cui la Laghese riesce - con il valido apporto di giocatori provenienti dai paesi limitrofi, come Villani e Cellini (Codigoro), il portiere Federici ma anche da terre lontane come Malagutti di Finale Emilia - a mostrare un ottimo gioco e a sconfiggere persino (in amichevole) il Bologna per 2-1; i rossoblù scesi a Lagosanto dovettero cedere contro una squadra organizzata e guidata dal goleador Flaminio Guidetti. Un Bologna che era reduce da due Coppa Europa vinte al Parco dei Principi di Parigi. Nel 1946 nasce l’Us Laghese sotto la guida del presidente Battista Rolfini. È l'annata in cui la Laghese vince il campionato regionale dilettanti di 2ª Categoria con Baldini mister. La vera finale fu però lo spareggio contro il Codigoro, in campo neutro a Copparo. Furono migliaia i tifosi che con mezzi militari “occuparono” il paese in attesa del derby. Gli anni successivi furono caratterizzati da problemi interni con spaccatura tra Fortitudo (chiesa) e Rinascita (comunisti). Tutto il calcio locale ne risentì. La resurrezione si ebbe nella stagione 1977-1978 sotto la presidenza di Giovanni Bertarelli. I locali tornarono in Prima rullando la concorrenza. Tra gli anni ’80 e ’90 fu un saliscendi tra Prima e Seconda. Ma fu a cavallo tra i due decenni che nacque lo stadio, oggi intitolato a Luigi Farinelli, capace di contenere fino a mille persone. «L’abbiamo recentemente ristrutturato e potenziato – prosegue Marco Gadda -, abbiamo rifatto gli spogliatoi e possiamo vantare un impianto fantastico». A proposito dello stadio, fu lungimirante l’amministrazione Torri che usufruì dei contributi di Italia ’90 per realizzare una delle migliori strutture della provincia; di quel consiglio comunale faceva parte anche Loris Gadda, poi sindaco, nonché padre, come detto, di Marco. Tornando a parlare di calcio, l’ultima apparizione in Prima categoria risale al 2006-2007. «Questo perché i migliori calciatori andavano sempre via. Baldini fece le fortune del Cesena, mentre Massimiliano Menegatti, laghese doc, fece oltre 100 gol in serie C. Adesso abbiamo Simone Cantelli nelle giovanili del Milan a dimostrazione che il talento calcistico, dalle nostre parti, non è mai mancato».

C’è, infine, una dichiarazione “storica”, proprio quella di Loris Gadda: «Ricordo - scava Loris tra i ricordi - di aver debuttato nel 1966 a Dogato segnando la rete della vittoria. Nel 1970 sono passato all’Ariano, per poi tornare a Lagosanto in 1ª categoria». Una storia nella storia.

Corrado Magnoni

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