Savona-Spal, Corda squalificato
Tre anni all’ex tecnico ligure per aver cercato di alterare il risultato. Biancazzurri del tutto estranei
FERRARA. Brutta storia. Molto brutta. Già emersa nei mesi scorsi, tanto che erano scattati i deferimenti. Ieri sono arrivate anche le sentenze: pesantissime. Ed il riferimento è ai protagonisti (uno in particolare) del tentativo di alterazione del risultato di Savona-Spal, giocata lo scorso 6 settembre, per la seconda giornata di campionato. Prima di entrare nei dettagli della sentenza, riportandone il testo diffuso ieri, una premessa: la Spal (sia la società che i suoi tesserati) non ha responsabilità, come del resto è sempre stato chiaro. E’ finita suo malgrado dentro l’inchiesta perchè la partita era “quella”. Le indagini prontamente scattate a suo tempo avevano permesso di appurare come vi fosse stato un tentativo di favorire la vittoria dei biancazzurri, ma senza... che lo sapessero! Infatti, più che altro era stata messa in atto un’azione per indurre il Savona a perdere, per sordidi motivi. La Spal c’è finita in mezzo senza colpe. Oltretutto la partita, nei fatti, fu regolarissima, tanto che il Savona vinse 3-1. L’artefice di quel tentativo di illecito? Ninni Corda, tecnico del Savona nel 2013/14.
I fatti, spiegati nel comunicato di ieri: «Il Tribunale Federale Nazionale, in parziale accoglimento del deferimento proposto, ha inflitto tre anni di squalifica e 50 mila euro di ammenda a Ninni Corda (allenatore al momento tesserato per la società Barletta), e Giovanni Mattu (allenatore al momento tesserato per la società Barletta). Prosciolto invece Alessandro Magni (all’epoca dei fatti agente di calciatori iscritto nell’elenco Figc). Corda era stato deferito “per aver, in concorso con i signori Giovanni Mattu e Alessandro Magni, posto in essere atti miranti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara valida per il campionato di Lega Pro, girone B, Savona-Spal del 6 settembre 2014, organizzando un incontro con quattro calciatori del Savona Calcio, società dalui allenata in precedenza, quali Carta Ignazio (cui diceva "Oh non che se entri sabato mi fai pure goal?"), Demartis Angelo Giacomo, Cabeccia Marco e Marconi Ivan, cui proponeva di non impegnarsi al massimo delle proprie possibilità, e cioè di non dare il 100%, con il preciso scopo di affossare il tecnico del Savona Calcio Di Napoli Arturo ed arrecare pregiudizio in classifica alla società Savona”. Mattu era invece stato deferito "per aver, in concorso con i signori Ninni Corda e Alessandro Magni, posto in essere atti miranti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara valida per il campionato di Lega Pro, Girone B, Savona-Spal del 6 settembre 2014, organizzando un incontro con quattro calciatori del Savona Calcio, società da lui allenata in precedenza come allenatore in seconda, quali Carta Ignazio, Demartis Angelo Giacomo, Cabeccia Marco e Marconi Ivan, ai quali veniva chiesto di non impegnarsi al massimo delle proprie possibilità, e cioè di non dare il 100%, con il preciso scopo di affossare il tecnico del Savona Calcio Di Napoli Arturo ed arrecare pregiudizio in classifica alla Società Savona».
Magni, dal canto suo, era stato deferito con identiche motivazioni ma, come detto, è stato assolto.
Per il Savona una stagione decisamente... sfortunata, visto che ora il club ligure è coinvolto anche nelle indagini per la presunta combine in occasione della penultima di campionato, col Teramo. Gara vinta dagli abruzzesi, così promossi con un turno di anticipo. Mercoledì a Catanzaro (città la cui Procura è titolare dell’inchiesta “Dirty Soccer”) il d.s. teramano Di Giuseppe si è avvalso della facoltà di non rispondere. Oggi è invece previsto l’interrogatorio del presidente abruzzese Campitelli.
Paolo Negri
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