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Tutte le verità di Martelossi «Io sarei rimasto a Ferrara»

Tutte le verità di Martelossi «Io sarei rimasto a Ferrara»

FERRARA. Alberto Martelossi ha salutato Ferrara da gran signore qual è, brindando al Pala Hilton Pharma assieme a giornalisti e tifosi. È un arrivederci, il suo, certamente non un addio. «È stata una...

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FERRARA. Alberto Martelossi ha salutato Ferrara da gran signore qual è, brindando al Pala Hilton Pharma assieme a giornalisti e tifosi. È un arrivederci, il suo, certamente non un addio.

«È stata una situazione maturata in tempi brevi - ha raccontato “Martello” - e in maniera tempestosa: io non ho maturato niente, anche perché parliamo di una convinzione unilaterale: prendo atto della volontà del patron Fabio Bulgarelli, che chiede che mi dimetta. Vedrò se potrò accontentarlo in tempi brevi. Ci tengo a dire che non sono un mercenario».

Così l’ormai ex coach della Bondi Pallacanestro Ferrara, al Pala Hilton Pharma ieri pomeriggio: «Ho chiesto chiarezza di programmi e che diverse cose che ci siamo detti fossero messe su carta: ho chiesto qualche spiegazione che non mi è arrivata...».

Ed è tempo di bilanci: « È stata un’altra situazione ambientale davvero meravigliosa, ogni passaggio a Ferrara è sempre positivo e carico d’entusiasmo, di affetto da parte di molte persone. Spero di aver ricambiato tutto ciò. Il futuro? Vediamo che cosa riserverà, i ricordi di Ferrara sono sempre di alto livello, il gruppo di lavoro è davvero ottimo. È un destino che prima o poi possa capitare a Ferrara da avversario, ma può succedere anche che ci ritroveremo di nuovo nello stesso cammino».

Martelossi parla degli ultimi giorni infuocati: «Parole ne sono già state spese a iosa: sarò chiaro e onesto. Lunedì mattina avevo dato mandato di chiudere con Ferrara. Con Bulgarelli ed Ebeling ci eravamo dati appuntamento a pranzo per mercoledì per stringerci la mano. La trattativa concreta è cominciata lunedì, lavorando su una proposta del club, non su una mia richiesta, dopo di che ho sentito direttamente poco. Martedì, almeno per tre volte, hanno cambiato completamente le condizioni, l’ultima proposta era molto simile al contratto già in essere. Martedì è successo un putiferio, ho cercato di rimediare, ma senza esito. A Ferrara sono ritornato martedì notte per incontrami a pranzo mercoledì: incontro che non c’è mai stato. Io ho tirato per le lunghe? La mia volontà era di restare. Punto. Guadagnare tempo? Non c’era alcun tipo di asta, la migliore situazione era Ferrara, ma non bisognava cambiare i fattori troppo spesso. Aumento del 50%? Confermo la loro offerta, anche se l’anno passato ho lavorato qua sei mesi. Ho parlato con altri club? Non ho mai parlato con nessuno, aspettando Ferrara, ma quando ci sono stati cambiamenti mi sono ritenuto libero di sentire altre situazioni, parlando con altre persone che conosco da 25 anni (Udine, ndr), ma è stata solo una telefonata. Ferri sarebbe restato partendo dalla panca? Era una soluzione tecnica intelligente, ma se un club vuole tenere il capitano di quattro anni, agisce in maniera differente».

Lorenzo Montanari

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