Spal... senza avversari Tanti club rinunciano
Calcio Lega Pro. Almeno una quindicina di società è già a rischio
FERRARA. Premessa. Qui non prendiamo in considerazione le situazioni legate agli sviluppi dello scandalo scommesse, dell’indagine “Dirty Soccer” della procura di Catanzaro, della presunta combine in Savona-Teramo. Chissà quando e chissà come si pronuncerà la giustizia sportiva. Il rischio è quello di verdetti pesanti ed esclusioni in serie. Ma, adesso, se parliamo di società in procinto di gettare la spugna, il riferimento è solo alle questioni meramente economico-gestionali.
Grosseto e Pisa si chiamano fuori
A otto giorni dal termine per la presentazione delle iscrizioni alla prossima stagione agonistica, la Spal non ha ancora la minima di idea delle avversarie che troverà. E... se ne troverà. Ok, quest’ultimo è un paradosso, ma fino ad un certo punto. Una forzatura non distante dal reale quadro della situazione.
Per dare un’idea: a Pisa il presidente Battini ha annunciato che la società è in vendita al simbolico prezzo di 1 euro. Acquirenti non ce ne sono, almeno al momento, ma chi fosse interessato a subentrare dovrebbe fare le corse e, in ogni caso, dovrebbe coprire un disavanzo di gestione nell’ordine di 3 milioni e mezzo. Dal canto suo il vulcanico patron Camilli ha già più volte ribadito che esce dal calcio e che non iscrive il Grosseto. E si tratta di due club nel girone della Spal.
Monza, ultimissima chiamata
Decisamente problematica, per usare un eufemismo, la situazione del Monza. Il club brianzolo ha già visto andare deserte tre aste fallimentari ed a questo punto i curatori, d’intesa con il giudice delegato, hanno deciso di fare un ultimo tentativo convocandone una quarta per oggi alle 15. Non ci sono però grandi speranze e prospettive. Pare che nella migliore delle ipotesi il Monza possa ambire alla prossima serie D, sempre ammesso che trovi un acquirente disposto ad accollarsi il debito sportivo.
Martina Franca in vendita
Altro caso estremamente spinoso. Ieri pomeriggio il Martina Franca ha diffuso un comunicato ufficiale annunciando «la volontà del totale disimpegno per quanto riguarda la continuazione della gestione della locale squadra di calcio». Ci sarebbe la disponibilità a mettere a disposizione la cifra necessaria all’iscrizione, ma andrebbe poi trovato un compratore e sussiste anche il problema relativo alla gestione dell’impianto sportivo.
Chi è in alto mare
Il Mantova non ha ancora definito il passaggio di proprietà. Il Castiglione ha perso lo sponsor principale (Amica Chips) ed il presidente Valerio ha ammesso: «Rischiamo di non farcela». Situazioni nebulose per Casertana (ha scelto l’allenatore, mister Zavettieri, e sta facendo mercato ma il patron Lombardi vuole cedere), Juve Stabia, Benevento, Lecce (non si capisce chi possa aver comprato) e Reggina. Il Real Vicenza, saltato il trasferimento a Treviso, dovrebbe procedere all’iscrizione in attesa di un eventuale passaggio di proprietà. Il Venezia ha l’acqua alla gola, Ischia e Melfi hanno problemi seri, e la Lupa Roma nella documentazione per l’iscrizione non ha indicato il campo sportivo: nella migliore delle ipotesi l’autorizzazione della prefettura di Rieti per utilizzare lo stadio “Scopigno” verrà concessa domani (oltre la scadenza di sabato scorso, quindi).
Riduzione degli organici
Da questo primo quadro complessivo emerge quindi che sedici società si trovano in gravissime difficoltà, ed altri casi non sono emersi con nitidezza. Tutto ciò al netto delle situazioni legate al calcio-scommesse. Aggiungiamoci l’incognita circa la fidejussione a fondo perduto (600.000 euro) che dovrebbe versare chi intende fare domanda di ripescaggio dalla serie D: è una condizione che potrebbe essere ritirata, ma ancora non si sa. Stando così tutte le cose, appare sempre concreta l’ipotesi che si vada verso una forzata riduzione degli organici: tre gironi da 18, se non addirittura due da 20 (con un anno di anticipo su tale riforma).
Impossibile quindi prevedere, ora come ora, in quale girone verrà inserita la Spal, e con quali avversarie. L’attesa rischia di essere lunga.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google