La Nuova Ferrara

Sport

Ferri: «Ferrara, anni meravigliosi»

Ferri: «Ferrara, anni meravigliosi»

Basket. Il capitano in redazione: chiudo un’avventura indimenticabile. Ora Forlì

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Addio? Arrivederci è meglio. Accompagnato dalla moglie Giulia e da papà Danilo, ieri pomeriggio Michele Ferri è venuto in redazione per salutare Ferrara, che tanto gli ha voluto e gli vuole bene: tanto da organizzargli ieri sera una festa a sorpresa. Dopo quattro anni, il capitano lascia Ferrara e firma per Forlì: il 16 agosto ricomincerà con nuovi stimoli e la voglia di sempre. Ma prima, ecco il saluto alla “sua” Ferrara. «Sì, addio è brutto: meglio un arrivederci – dice Miky -, adesso mentalmente mi si apre una nuova porta: Forlì. A Ferrara sono stati quattro anni intensi, con molte soddisfazioni, soprattutto dal punto di vista sportivo. Come ho già detto, quattro anni fa non avremmo potuto fare scelta migliore».

La piccola Mia

«Ci siamo sentiti bene dal primo giorno, la città ci ha accolto in maniera straordinaria: porteremo Ferrara nel cuore. Il fatto di aver fatto nascere a Ferrara la nostra secondogenita è stato naturale: casa nostra è qua, Ferrara. Se in futuro ci chiederà di venire a vedere la città dove è nata, beh, la porteremo». Giulia si commuove mentre Michele, polo biancazzurra d’ordinanza, parla. «Ancora non ho del tutto metabolizzato il fatto che non sarò più a Ferrara, ma questo è il nostro lavoro e sono già proiettato su Forlì, che mi ha offerto un progetto importante. Vado a Forlì con tanta carica agonistica. Anche là voglio fare parlare di me».

L’anno 1

«Venivo dalla brutta stagione a San Severo. A 26 anni in pochi sarebbero scesi in B. Avevo perso la voglia di allenarmi, cercavo un posto dove la voglia mi ritornasse: eccomi a Ferrara. Il rischio era alto, bisognava vincere per forza e contava solo quello. Abbiamo vinto, alla fine è stata una liberazione. Emozioni forti: avevamo vinto la scommessa».

Anno 2

«La squadra non era così attrezzata. Abbiamo fatto fatica, ci siamo ripresi, meritavamo di restare in categoria. È più difficile giocare un playout, che abbiamo affrontato alla grande».

L’infortunio

«Ho saltato l’unica gara in quattro anni e i miei compagni mi hanno regalato una gioia immensa, pari se non più grande della vittoria dell’anno prima. L’incidente a San Severo è stato il momento più brutto, i miei compagni sono stati davvero pazzeschi».

L’anno numero 3

«Infortuni interminabili, maledetti e seri - ha continuato Ferri -, abbiamo fatto un gran primo turno playoff contro Ravenna e gara 5 è stata una delle gare che mi ricorderò di più in assoluto. Il rammarico è di non essere arrivati con le energie mentali e nervose giuste contro Mantova. E non dimentichiamoci la Coppa Italia: siamo stati la prima di Silver a battere Torino, corazzata di Gold. E per poco non siamo andati in finale».

L’anno passato

«Quest’anno c’è stata una differenza enorme fra girone di andata e ritorno. Siamo partiti così così, poi con Martelossi abbiamo vinto 15 gare su 19, cosa difficilmente ripetibile. All’inizio anch’io ho fatto fatica, colpa mia. Ma dopo mi sono ripreso e ho riconfermato quanto avevo fatto vedere nelle annate precedenti».

Il pubblico

«L’entusiasmo è cresciuto assieme a noi e negli ultimi due anni è stato incredibile. Ricordo la prima partita del 2011, contro Villafranca. Erano venuti a vederci per curiosità. Dopo di che non ci hanno più lasciati: da allora il pubblico è pressoché raddoppiato, con bambini e famiglie».

Benfatto

«E’ partito tutto da una telefonata, quattro anni fa. Abbiamo giocato assieme moltissime gare: un’avventura bellissima. Sappiamo solamente io e lui quante ne abbiamo passate. Benfatto è il giocatore che mi porterò. E chissà che un giorno non ritorniamo ad essere compagni di squadra».

Niente polemiche

«Con Ferrara è stato amore a prima vista. In passato le offerte non sono mancate, ma era troppo difficile lasciare questa città. Adesso è arrivato il momento di farlo, ma senza fare polemiche. E’ un momento difficile per mia moglie Giulia e per Matilde, che mi dice che non vuole lasciare Ferrara. Dico solo che in quattro anni siamo cresciuti tanto, mi auguro che chiunque arrivi al mio posto continui a coltivare la Pallacanestro Ferrara. Il mio successo più importante è che Ferrara mi ha apprezzato come uomo, facendo la stessa cosa con la mia famiglia».

Giulia si commuove

Anche lei ha e avrà sempre Ferrara nel cuore. «Michele è più bravo di me a voltare pagina – dice la signora Giulia -: io faccio più fatica. Mi sforzo di farlo e voglio far pesare a Michele il meno possibile la situazione: per lui è tutto moltiplicato per quattro. A me resta l’amarezza e la delusione: sarebbe bastato poco e saremmo restati. Comunque non ho rimpianti. In quattro anni mai ci siamo pentiti di essere venuti a Ferrara, che è e sarà casa mia per sempre».

Adesso Forlì

«Contento di andare in un posto con così tanto entusiasmo – ha chiuso Ferri -, dovremo creare il feeeling fra pubblico e squadra». Come c’è stato a Ferrara per quattro anni.

Lorenzo Montanari