Galassi, il sogno mondiale sfuma di un niente
Boxe: Simona è sconfitta ingiustamente ai punti dall'argentina Dionicius
FERRARA. Una serata incredibile per Simona Galassi, che ha perso l'assalto al titolo mondiale Ibf supermosca per un nonnulla. Venerdì sera, al palazzetto dello sport di Manerba sul Garda, la “Regina di Romagna” che si allena a Ferrara non è riuscita a prendersi quel titolo che ha tanto sognato. Contro Debora Dionicius, argentina 27enne imbattuta tra i professionisti, “super Simo” ha messo in mostra tutta l'eleganza e la tecnica di cui è dotata, ma non è bastato. Eppure, alla fine del decimo round, con entrambe le pugili sanguinanti, sembrava davvero che la romagnola ce l'avesse fatta. Gli ultimi quattro round sono stati insindacabilmente suoi: ha messo l'avversaria in forte difficoltà. Due giudici su tre le hanno dato la sconfitta ai punti per pochi punti. Non è stato giusto, perché la Galassi non aveva perso le prime riprese in maniera così netta. Anzi, aveva stancato l'avversaria, l'aveva costretta a legare a più riprese e per poco, con un gancio destro alla quinta ripresa che aveva colpito il volto della sudamericana, si era pensato persino al ko. Invece, e fa rabbia pensando che “giocava” in casa, il verdetto le è stato sfavorevole. Parte forte l'argentina, che mette a segno un paio di diretti difficili da digerire; poi la Galassi esce allo scoperto e costringe la rivale sulla difensiva. Si va avanti in equilibrio almeno sino al quinto round. Nel finale, la Regina di Romagna è stata superlativa, sembrava la fotocopia al femminile del suo maestro Alessandro Duran e pareva avesse la vittoria in mano. Il verdetto, come anticipato, ha lasciato di sasso anche i 50 tifosi ferraresi che hanno seguito la Galassi nel Bresciano. Di fronte alle telecamere di Raisport 2 con Nino Benvenuti che l'intervistava, Simona aveva il capo chino: «E' andata così, accetto il verdetto dei giudici. Fa rabbia perché non mi sembrava di essere andata male, avevo dato davvero tutto. Sarebbe stato bellissimo festeggiare un mondiale alla mia età, ai miei 43 anni appena compiuti. Si vede che non doveva andare così. Ringrazio il mio maestro Alessandro Duran che mi ha permesso di giocarmi questo titolo al meglio. Adesso non so cosa farò, voglio riposarmi. Di smettere non ne ho voglia, ma so che l'anagrafe gioca contro di me. Credo che farò una profonda riflessione, poi comunicherò a tutti le mie intenzioni». Dall'altra parte, Alessandro Duran è arrabbiato: «Verdetto ingiusto, macchiata una carriera incredibile. Simona sarebbe diventata, e già lo è, totem dello sport italiano. Noi non ci arrendiamo, aspetto di sapere cosa vorrà fare Simona: resto a disposizione».
Corrado Magnoni
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