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«I tecnici preparati servono ai vivai»

Per Berneschi bisogna investire lì. Bigoni: sport da unire al sociale

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FERRARA. Il futuro del calcio italiano passa soprattutto dalla qualità dei vivai. Nell’ultimo decennio, la mancanza di investimenti, unita in molti casi al sottovalutare questa importante componente, hanno contribuito a un drastico calo del livello tecnico di tutti i campionati, professionistici e dilettantistici.

Uno dei primi passi per migliorare la qualità rappresenta indubbiamente la scelta di tecnici qualificati; per le società però, non è sempre scontato trovarne la disponibilità, nonostante nella provincia ferrarese si sia raggiunto un notevole numero di “patentati”.

«Una squadra di giovani deve allenarsi di pomeriggio - dice Berneschi -; in genere abbiamo a che fare con allenatori che durante il giorno svolgono un altro lavoro e quindi diventa difficile trovare persone disponibili a svolgere l’attività in orari pomeridiani. È necessario avere la giusta predisposizione per capire che cos’è veramente il settore giovanile, perché i metodi di allenamento sono molto diversi rispetto a quelli della prima squadra. A mio avviso, è molto più importante lavorare sui vivai con tecnici preparati. Il patentino non dà la certezza del valore del mister, ma è comunque garanzia che questa persona ha ricevuto delle nozioni per poter operare in un certo modo».

Spesso per le società risulta difficile proseguire l’attività a causa delle numerose problematiche... «Andiamo avanti per i 108 bambini della nostra scuola calcio - dichiara Bigoni -, i quali altrimenti sarebbero a spasso per le strade. Il nostro intento è anche quello di unire lo sport al sociale». (an.be.)