L’appello di Mascellani Creiamo una Fondazione
La proposta/provocazione per rendere sempre più forte la Pallacanestro Ferrara «Maiarelli dia il suo contributo, come Bulgarelli. E il club gestito da un manager»
FERRARA. La passione e l’esperienza. Sommate alla voglia di mettere qualche puntello in più sul castello del futuro. La Pallacanestro Ferrara ha iniziato a muovere vela verso il largo, dopo qualche settimana in cui la mareggiata l’ha costretta a rimanere in porto. Ma Roberto Mascellani, presidente di lungo corso (dodici stagioni al timone del Basket Club) e ancora totalmente uomo di “palla a spicchi”, prova ad andare ben oltre le colonne d’Ercole di una singola stagione. Ovvero: tanto di cappello all’attuale massimo dirigente Fabio Bulgarelli, però questa splendida realtà biancazzurra merita sforzi congiunti. L’unione potrebbe essere vincente, come sa e sussurra lo stesso Bulgarelli: «Peccato che alla fine non si riesca a coinvolgere Maiarelli». Dopo la trincea di fine primavera (uno di qua, l’altro di là), arduo pensare ad una collaborazione per il bene del basket estense.
Eppure, una strada potrebbe esistere. Pratica, seppur spigolosa perché mettere insieme personalità forti è affatto agevole. Mascellani un’idea chiara ce l’ha. E la snocciola. Lui che, quanto a personalità, ne ha da vendere. «Sì, lancio una proposta/provocazione - spara l’ex presidente -: sono preoccupato perché vedo una sorta di “guerra” sui social network, c’è un ambiente poco favorevole e questo non va bene. Allora faccio un appello all’unità a Maiarelli: metta un suo contributo importante, unendolo alle risorse che ha già trovato Bulgarelli. Sarebbe una mossa splendida nell’interesse dello sport e del basket ferrarese. Lascino arrabbiature e mal di pancia fuori dalla porta: la prossima sarà una stagione dura, difficile. Ferrara può uscirne alla grande se fa squadra». A Mascellani, ovviamente, non sfugge che due figure di spessore è impossibile che coesistano. Quindi? «Quindi una soluzione c’è - aggiunge - e l’abbiamo sotto agli occhi: la Virtus Bologna. Va creata una Fondazione in cui far confluire tutte le risorse disponibili per la società di pallacanestro. Un terzo Bulgarelli, un terzo Maiarelli e un terzo dalla raccolta pubblicitaria e dalla biglietteria. A Bologna hanno messo Villalta a capo di tutto e il “nostro” Crovetti amministratore delegato».
«Anche la Pallacanestro Ferrara può strutturarsi in questo modo: un direttore generale che amministri, che si rapporti con gli azionisti di maggioranza. E un direttore sportivo come Ebeling operativo per il mercato e le scelte tecniche in sinergia con l’allenatore. Ferrara ha bisogno di pacificazione e l’unione della risorse. Con questa struttura sarebbe anche più facile allargare la base degli imprenditori interessati a dare una mano. Maiarelli deve riconfermare la sua disponibilità». Dopo il tiramolla con Bulgarelli... Mascellani sospira: «Guardate, io ho prima preso e poi venduto una società mangiando pane e salame col mio interlocutore e scrivendo gli accordi su un foglio di carta gialla dove prima c’erano i salumi. Poi sono entrati in gioco gli avvocati. Se uno vuole una cosa, la prende».
«A Ferrara serve una struttura così: una Fondazione con un manager di garanzia per tutti che gestisca anche i rapporti con Federazione, lega e arbitri. Se non accade, il futuro lo vedo spinoso per quanto possa essere bravo Bulgarelli». Da qualche giorno il mondo del basket è abbagliato dal fenomeno Sassari. «Un’altra realtà dove fanno quadrato - afferma Mascellani -; hanno conquistato il triplete con un budget di 5 milioni di euro, non tantissimo in più da quello che avevamo al Club quando siamo retrocessi dalla Serie A. Adesso è cambiato qualcosa di profondo nel “fare” basket. Il budget aiuta, ma soprattutto dietro è necessaria una base societaria forte. Sassari ha vinto con dei ferraresi: Pasquini il giemme e Brian Sacchetti che è stato un collante fondamentale. Brian è cresciuto con noi, con la Dinamo è risultato l’equilibratore tra gli americani ed i giocatori italiani. Il suo ruolo è stato fondamentale ben più dei minuti di utilizzo sul parquet. Ecco, sull’onda dello scudetto a Sassari, penso che Ferrara possa iniziare a strutturarsi diversamente. E ho qualche idea anche sui nomi».
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