La Lega Pro ha “sfiduciato” il presidente
Siluro a Macalli con la bocciatura del bilancio Ora si prospetta il commissariamento
FERRARA. Bilancio non approvato. È questo l’esito della cruciale assemblea di Lega Pro che si è tenuta ieri a Firenze. A dire no sono stati 38 club su 69 votanti: 23 i favorevoli, 2 gli astenuti e 6 gli assenti. Come ci si attendeva, è aumentato nel corso dei mesi il numero di società contrarie al presidente Mario Macalli e alla sua governance: il bilancio era già stato bocciato lo scorso mese di dicembre e, quindi, questa seconda bocciatura va letta come un voto di sfiducia.
In questa assemblea le società sulla carta aventi diritto al voto erano quelle che nel 2013-14 militavano in Prima Divisione (33) e in Seconda Divisione (36). Come recita il comunicato ufficiale «il dibattito è durato due ore e prima di procedere alla votazione, Antonio Rizzo, vicepresidente della Lega Pro e i consiglieri Alessandro Barilli e Giovanni Lombardi avevano confermato l’intenzione di procedere, una volta completate le indagini della magistratura e della procura federale sui recenti casi di illeciti, a una convocazione dell’assemblea per l’elezione di nuovi vertici».
Sembrerebbe essere giunta quindi al capolinea la lunga era Macalli, con il rischio di commissariamento che è concreto. Gli sviluppi sono ora tutti da seguire, vista la spaccatura tra i club. Per il consigliere federale Gabriele Gravina con questo voto «è arrivata la dimostrazione dell’esigenza di un cambiamento, che deve arrivare attraverso l’unità d’intenti», mentre lo stesso Rizzo, commentando l’esito dell’assemblea, ha evidenziato: «Cambiamento di governance? Abbiamo avuto la conferma che si è utilizzato lo strumento della mancata approvazione del bilancio per perseguire fini politici. Eravamo pronti, indipendentemente dalla questione bilancio, ad andare alle elezioni quando fosse stato completato il quadro di chi parteciperà alla stagione 2015-16».
Intanto sempre ieri il presidente della Figc Tavecchio ha ribadito la fermezza della Federcalcio contro ogni tentativo d’illecito: «Noi abbiamo già iniziato - ha detto - ma dobbiamo scacciare tutti i mercanti dal tempio. Il presidente federale si avvarrà delle prerogative per attuare tutte quelle procedure di riduzione dei termini per favorire le procedure processuali e garantire l’inizio dei campionati in linea con i tempi. Non bisogna dimenticare - ha sottolineato - che i nostri organi di giustizia sportiva, pur operando in maniera volontaristica, si stanno impegnando per far fronte a questa straordinaria mole di lavoro. Vogliamo processi giusti in tempi rapidi».
«Con la Procura di Catanzaro - ha aggiunto il procuratore Stefano Palazzi - abbiamo già concordato il calendario delle audizioni e abbiamo acquisito gli atti relativi a Savona-Teramo. Cercheremo di fare una lotta contro il tempo e ringrazio tutti i componenti del mio ufficio per il gran lavoro fatto e che si apprestano a fare».
E il presidente spallino? Walter Mattioli la vede così: «È stato un autogol del presidente, non c’entrava niente il bilancio, il bilancio era a posto e andava approvato, anche a chi ha provato a contestarlo è stato spiegato che non c’erano appigli. È stata una mossa puramentepolitica contro il presidente Macalli, è da dicembre che certe società non lo vogliono più, ma vogliono andare a nuove elezioni: quello che fa più rabbia è che questo consiglio aveva messo a disposizione il proprio mandato, l’hanno voluto bocciare con una prova di forza, mettendo nelle condizioni il presidente federale Carlo Tavecchio e il presidente del Coni Giovanni Malagò di commissariare la Lega Pro, senza alcun beneficio per nessuno. Il dramma - fa notare Mattioli - è che ci sono 18/20 società su 69 che sono già retrocesse in serie D, non gliene importa niente della Lega Pro, e attuano dinamiche vendicative... Se avessero votato solo le 60 società di Lega Pro, probabilmente il risultato sarebbe stato diverso: queste sono le regole, bisogna tenerne conto ma andranno rivedute, e aspettare di vedere se si va verso il commissariamento o elezioni».
A proposito di società, ci sono le autoescluse, quelle che non si sono iscritte, e quelle pericolanti, iscritte ma non con le fidejussioni versate: «Torno domattina (oggi, ndr) a Firenze, andiamo a verificare, c’è un altro direttivo di Lega apposta. C’è di tutto, ma lo affronteremo in mattinata e poi entro sera dobbiamo trasmettere tutto alla Federazione. Stamattina (ieri, ndr) c’è anche chi ha protestato per i 500mila euro da garantire per essere ammessi al ripescaggio, ma è una decisione della Federazione, di Tavecchio, e non di Macalli: c’è chi, in questo marasma, fa confusione...
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