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Martinelli: «La mia grande sfida con la 4 Torri»

Martinelli: «La mia grande sfida con la 4 Torri»

Volley serie B. L’ex campione del mondo nella prossima stagione allenerà il team estense

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FERRARA. Un nuovo capitolo. Marco Martinelli lo apre diventando l'allenatore della 4 Torri e inaugurando quindi un nuovo aspetto della sua vita ferrarese che ancora gli mancava. Anni fa era arrivato in città da giocatore e si era rilanciato alla grande, con un paio di stagioni al top, prima che un infortunio lo frenasse. A Ferrara poi Martinelli aveva deciso di abitarci e di mettere su famiglia. Ora il riavvicinamento (quello ufficiale, perché ufficiosamente ha seguito parecchio della scorsa stagione, tra allenamenti e partite) alla pallavolo con la panchina della prima squadra.

Come è nato questo nuovo capitolo ferrarese, Marco?

«L’idea è stata di Mauro Baroni - spiega il non ancora 50enne campione mondiale nel 1990 - mi ha fatto questa proposta e io ho preso un po' di tempo, anche perché bisognava prima verificare che si potesse risolvere un problema burocratico in federazione per il mio tesseramento da allenatore. Risolto questo, ho sciolto quasi contemporaneamente anche le mie riserve e ho accettato».

Tutti conosciamo bene la sua carriera da giocatore. Meno quella da allenatore...

«Dopo aver lasciato Ferrara, ho giocato un paio di anni a Mantova. Poi ho detto stop e ho trovato posto come vice di coach Santilli (attuale coach dell'Australia, ndr) a Vibo. Dopo due anni sono stato a Genova, ambiziosa B1: abbiamo perso la promozione per un soffio. Poi due stagioni a Riviera del Brenta in B2. È vero, da qualche anno non sono attivo nel mondo del volley ma non per questo avevo abbandonato l’idea di allenare. Il mio problema è che sono impegnato con il lavoro fuori Ferrara praticamente tutto il giorno e, allenare, mi porterebbe a star lontano da casa fino a tardi: impensabile. Già provato a Riviera. L’unico modo per me di allenare, conciliandolo con il mio lavoro, è poterlo fare a Ferrara».

Parliamo di questa nuova esperienza. Che squadra sarà la sua 4 Torri?

«Possiamo parlare solo di intenzioni per ora. Si sa, non ci saranno assilli, potremo giocare con serenità senza angustiarci per eventuali risultati che non arriveranno e potendo dare spazio ai ragazzi meno esperti. Cercheremo di fare una squadra con un suo equilibrio e che consenta di fare esperienza ai ragazzi di Ferrara. Detto questo, devo però ancora parlare un po' con tutti i giocatori».

L’anno scorso c’erano tre “forestieri”: li rivedremo?

«Monari direi di no. Vuole iscriversi al biennio di architettura a Venezia, ha detto che non resterà. Per Francescato e Gallotta, il problema è il budget ristretto: la società ha già detto che quest’anno non può permettersi un rimborso spese a quel livello. Con questo fatto, dovremo fare i conti anche per integrare la rosa: mi pare infatti che nel reparto martelli-ricettori siamo un po’ carenti. E quindi sarà necessario guardare anche fuori dalla nostra provincia. Valuteremo fino alla fine eventuali opportunità di mercato mentre, per iniziare, vedrò tra i ragazzi della serie C chi potrà fare al caso nostro. Senza dimenticare che bisogna vedere la volontà dei giocatori».

Su questo fronte è già arrivato il no di Zappaterra...

«Vuole limitare l'impegno e dedicarsi al suo lavoro».

Anche i progetti di Poli, di ritorno dal prestito a Monselice, non collimano...

«Ha fatto presente che sarà all’estero per qualche mese. Così siamo anche senza libero».

Per gli alzatori?

«Un tema ancora da affrontare: ho parlato con Simone Zambelli, ma non ancora con Govoni».

A sfide di alto contenuto, un campione del mondo come Martinelli era sicuramente abituato: la sfida che lo attende con questo ritorno in panchina non pare essere di livello inferiore a quelle da lui vissute sui campi di mezzo mondo.

Raffaele Ziosi

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