Caccia, a Ferrara è nata una stella
Boxe. Il welter ha conquistato il tricolore per ko dopo 1’40”
FERRARA. Incredibile, impressionante, insuperabile Alessandro Caccia. Gli aggettivi si sprecano per la stella del movimento pugilistico ferrarese. Non basterebbe una lunga serie di elogi per descrivere l’impresa del peso welter estense, che sabato sera al Teatro Principe di Milano ha vinto il titolo italiano tra professionisti, mettendo ko l’avversario dopo 1 minuto e 40 secondi della prima ripresa. Ne ha fatto le spese Giacomo Mazzoni, co-sfidante al titolo vacante, che Caccia aveva già incontrato e battuto due volte nei dilettanti. Fin troppo spavaldo era parso il nostro pugile alla vigilia, ma i fatti gli hanno dato ragione.
Spietato, Caccia dopo pochi secondi costringe già l’arbitro a contare l’avversario, lo butta giù una prima volta, si ripete una seconda: è ko tecnico.
Sale così a 14 vittorie, di cui 7 per ko, il record del padanino. Un match alla Tyson per la durezza dei colpi e la velocità con la quale è finito. Potrebbe essere nata davvero una stella della boxe italiana, non solo locale. L’incontro, Alessandro Caccia e il suo maestro Massimiliano Duran, l’avevano preparato sin nei minimi dettagli, ma l’allenatore non aveva fatto mistero della sua preoccupazione, per l’eccessiva sicurezza sventagliata ai quattro venti dal suo allievo. Invece, il “nostro” non si è irrigidito, ha boxato in scioltezza e ha atteso di vedere come si metteva il combattimento. Peccato, si fa per dire, che abbia concluso la performance già nelle fasi di studio. Senza prendersi troppi rischi, Caccia ha lavorato al corpo Mazzoni, una serie di colpi terrificante che gli ha consegnato la cintura tricolore; anche perché l’avversario, dopo il primo atterramento non aveva recuperato del tutto e forse avrebbe fatto meglio a gettare subito la spugna.
Adesso si guarda ai corsi e ricorsi storici. Era il 1989 quando Massimiliano Duran e suo fratello Alessandro erano contemporaneamente campioni italiani dei massimi leggeri e dei welter; oggi come allora, sul tetto d’Italia ci sono Damian Bruzzese e Alessandro Caccia, entrambi allievi della Padana Virtus.
«Il lavoro fatto da me e Momo sta dando i suoi frutti - ha detto Romano Becchetti, anche lui, oggi come allora, sempre all’angolo e dietro le quinte in palestra, per altro zio dei Duran -, le cose vengono fatte in un certo modo e pare che siamo riusciti a farlo; dopo il ring è spietato e può sorprenderti negativamente, ma i due risultati consecutivi ti fanno pensare che abbiamo avuto ragione. È un periodo d’oro per la Padana, considerando che Simona Galassi ha sfiorato il titolo mondiale e solo un verdetto ingiusto gliel’ha negato».
Sabato sera ha vinto anche Marco Iuculano nella categoria NeoPro, aggiudicandosi per ko tecnico alla quinta ripresa, dopo aver perso la seconda e vinto la terza e la quarta, un combattimento fuori programma.
Corrado Magnoni
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