È Caccia continua Dopo il tricolore c’è aria di Europa
Boxe. Il welter ferrarese nel pieno della maturità Premiato il grande lavoro dei fratelli Duran
FERRARA. E' un campione, Alessandro Caccia. Non solo perché ha vinto il titolo italiano dei professionisti nei pesi welter, impresa riuscita per ultimo solo ad Alessandro Duran, fratello del suo maestro Massimiliano, ma perché il titolo è arrivato dopo un percorso per nulla lineare. Caccia aveva perso il primo incontro da professionista, poi si era rifatto con gli interessi a fine febbraio vincendo il titolo Mondiale latino Wbc al Teatro Principe di Milano. Luogo che, a questo punto, è la sua seconda casa. A 27 anni compiuti il 29 maggio, il nostro pugile racconta l'ultima impresa: «Con un gancio sinistro l'ho mandato ko alla prima ripresa e il match è stato interrotto - ha detto Caccia -; Mazzoni si sbagliava, credeva di potersela giocare, ma le sue sicurezze erano infondate. Per quanto mi riguarda non c'erano problemi, si è solo dimostrato un po' arrogante il mio avversario. Ha parlato il ring, le chiacchiere non hanno contato. Mi era stato tolto il titolo del Mondiale latino per dare l'assalto all'italiano, i manager hanno preferito che approfittassi di questa occasione per prendere il titolo tricolore che era vacante. Mi aspetto prospettive future interessanti. Per ora ho festeggiato con la famiglia e con gli amici usando la “capoccia” e senza esagerare».
«Nelle prossime settimane ci saranno altri festeggiamenti e divertimenti: anche alla Pugilistica Padana, la mia seconda famiglia. Il titolo lo dedico a tutti quelli che hanno creduto in me, alle mie sorelle e ai miei nipoti e a tutti quelli che sono venuti a vedermi. Lo dedico a tutti quelli che sperano qualcosa di diverso nel futuro del pugilato. Il nostro sport deve essere valorizzato da persone che hanno una marcia in più. La gente deve accorgersi degli atleti che hanno delle qualità: il mio è un pugilato pulito e buono. Dimenticavo: sono andato a letto alle quattro (dopo aver fatto un salto davanti al duomo di Milano con il maestro Momo Duran; ndr): avevo troppa adrenalina in corpo per coricarmi subito».
I fratelli Duran ringraziano Alessandro Caccia e Damian Bruzzese, che hanno riportato a Ferrara i due principali titoli italiani professionistici di pugilato. «Il titolo italiano dei welter ha un grande valore - ha detto Massimiliano Duran -, ti apre le porte alla carriera internazionale. Sono soddisfatto di come abbiamo lavorato alla Padana: abbiamo fatto le cose senza fretta per evitare di sbattere la testa contro il muro. Sono ragazzi come Caccia, che ho formato io in tutto e per tutto, a darci lustro. Alessandro ha tutto per vincere a livello internazionale: se continua così ci prenderemo soddisfazioni ancora maggiori».
«E’ stata una grande serata - ha detto Alessandro Duran -: Caccia ha vinto un titolo che conta e ha dimostrato di essere maturato come uomo e come pugile. E’ diventato un pugile vero: certo bisogna lavorare sempre e questo è solo un punto di partenza, ma adesso è tra i migliori in Italia. Secondo me, a parte Bundu che ha 40 anni, è il miglior peso welter in Italia: meglio anche di Moscatiello. Caccia ha bella presenza fisica, ottimi riflessi e tutto per poter fare bene: è arrivato nel pieno della maturità. Voglio dire due cose anche su Marco Iuculano, che sabato ha fatto un grande combattimento. Sta crescendo: ha fatto contare subito l’avversario, salvo un appannamento alla seconda ripresa. Ma dopo la strigliata all’angolo è ripartito con grande personalità: alla quarta ripresa l’arbitro ha fermato Davide Calì, il suo avversario, consegnando la vittoria al nostro pugile NeoPro».
Corrado Magnoni
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