Traini va a Recanati La Pall. Ferrara tra Amici e Tavernari
FERRARA. Una situazione delineata, un’altra che all’improvviso si arena al fuoco della contestazione. Settimane anomale al solleone del basket mercato che coinvolge la Bondi. Ieri intanto una notizia...
FERRARA. Una situazione delineata, un’altra che all’improvviso si arena al fuoco della contestazione. Settimane anomale al solleone del basket mercato che coinvolge la Bondi. Ieri intanto una notizia certa che ricambia ancora il progetto tecnico: Andrea Traini, il playmaker che il management estense aveva sondato già ai primi di giugno, ha infine deciso di accettare l’offerta di Recanati. Sul regista nel corso delle settimane sono arrivare varie società, eppure pareva che Ferrara potesse spendere qualche quarto di nobiltà in più: la stima di Ebeling, la convinzione di Morea di rilanciarne la carriera dopo vari infortuni, l’ingaggio di Brkic con cui c’è sintonia. Macché: Traini ha optato per la strada di casa (lui è di Loreto) e a questo punto a Ferrara molto probabilmente copriranno lo “spot” del play con l’ingaggio di un statunitense. E posto che si andrà sul “quattro” a stelle e strisce, diventa ancor più fondamentale la figura del “tre” italiano: alias, Alessandro Amici.
Qui si entra nella seconda delicata situazione del momento. E si mette piede nel regno del paradosso. Amici è stimatissimo a Ferrara e tutti lo vorrebbero, ma lui ha scelto Mantova. Dove, però, da due giorni è aspramente contestato dalla tifoseria virgiliana. Lunedì un lenzuolo è stato esposto al PalaBam (“Amici: Mantova non ti vuole”). Ieri un altro pesantissimo carico: attraverso i social, i tifosi della Dinamica hanno duramente attaccato il giocatore. Gli rimproverano l’insulto razziale con Jefferson dopo Gara-due playoff di due stagioni fa (più che altro storie tese di campo) e una presunta maleducazione mostrata contro i tifosi mantovani. “Faremo di tutto per non fargli vestire i nostri colori - emerge nel lungo scritto - si chiede alla società di prendere le distanze”.
La clamorosa esplosione di sdegno ha sorpreso e un po’ scosso il presidente mantovano Negri, poco abituato a gestire situazioni simili e - raccontano - anche sensibile agli umori di piazza. Così, ieri sera, un affare che pareva fatto (c’erano dettagli minimi da sistemare) ha registrato un rallentamento. Non una frenata vera e propria, però la vicenda si allunga verso il weekend. Negri chiamerà coach Martelossi e domanderà se Amici è proprio indispensabile oppure se si può rinunciare. Dal canto suo il giocatore, in vacanza in Portogallo, al momento tace. E riflette col procuratore per capire, anche dal suo punto di vista, se è davvero il caso di lasciare la Bondi per una realtà che non è esattamente euforica al suo arrivo. Pertanto anche la Bondi riacquista un filo di speranza. Amici sarebbe uomo da quintetto, adesso che Traini. Di certo Ebeling e Morea vanno anche a caccia di alternative. Di Federico Lestini s’è già fatto qualche accenno (a proposito: pure lui accolto a brutto muso dalla tifoseria fortitudina e quindi in stand by con l’Aquila). Giocatore invero assai diverso da Amici. E allora ecco spuntare l’interessante profilo dell’italo-brasiliano Jonathan Tavernari. Nato a Sao Bernardo do Campo nel giugno dell’87, Tavernari gioca da italiano ed è stato a Biella, Pistoia e Scafati. L’anno scorso a Tortona ha chiuso con 10.3 punti di media. A Morea piace assai. Ultima annotazione: ieri sera incontro tra Ebeling e il pivot Soloperto. L’intesa è possibile.
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