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Chomakov attacca il Comacchio Lidi

Chomakov attacca il Comacchio Lidi

«Rimborsi non pagati, ma io mi ero fidato». Buratti replica: «Colpa della multa»

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COMACCHIO. Krasimir Chomakov è su tutte le furie. L’ex centrocampista del Comacchio Lidi e nuovo allenatore della Comacchiese in Terza categoria vanta degli arretrati dai lagunari, non in regola con i rimborsi concordati. «In 21 anni di calcio – racconta Chomakov -, mai mi era successa una cosa del genere. Il Comacchio Lidi mi aveva dato la sua parola l’estate scorsa e io mi sono fidato».

Gli ultimi quattro mesi sono stati un calvario per il giocatore di origine bulgara: «Da gennaio non ho più visto un euro di rimborso spesa. Avevamo pattuito una determinata cifra che non mi è stata corrisposta, sono veramente indignato per il trattamento ricevuto».

Calciatore professionista per una vita, Chomakov è sceso da qualche anno nei dilettanti con un ruolo di primattore. Le sue giocate e i suoi tiri dalla distanza, hanno fatto impallidire le difese avversarie. È pure grazie a lui che il Comacchio Lidi si è salvato, nonostante poi la società abbia rinunciato alla matricola e sia scomparsa: «Trovo che il comportamento della società nei miei confronti e di quelli dei miei compagni non sia stato onesto. Per me, quando stringo la mano, non c’è contratto o carta che valga: per me è un vincolo strettissimo. Io mi impegno sul campo al servizio della causa, però ci deve essere la stessa correttezza dalla parte opposta».

Nemmeno la possibilità di cambiare aria o di abbandonare la nave prima che affondasse, Chomakov si è trovato in balìa delle onde. «Tante promesse non mantenute, mi sono stancato e allora voglio rendere la cosa pubblica. Mi dispiace essere l’unico a farlo, ma così non va bene. Mi arrabbio ancora di più quando penso che la società mi si era avvicinata in estate descrivendomi il Comacchio come il Real Madrid. Mi sono fidato e ho sbagliato. Ora vediamo come andrà a finire, non mi fermo qui».

Pronta la replica degli ex dirigenti lagunari con la loro versione dei fatti: «La situazione creatasi non è dipesa dalla nostra volontà – ha detto l’ex presidente Lucio Buratti, che oggi è vicino al Rimini Calcio -; a fine gennaio ci sono arrivate le cartelle esattoriali con la multa dell’Agenzia delle Entrate e non ci è stato più possibile far fronte agli impegni presi con i ragazzi. Spiace sentire tanto rammarico da parte di Chomakov, che stimo come uomo e calciatore. Davvero, non c’era in nessuno di noi dirigenti la volontà di prenderlo in giro o danneggiarlo. A fine gennaio, con le cartelle esattoriali sotto mano, sono ‘scappati’ anche gli sponsor: era impossibile gestire i rimborsi spesa. E avevamo anche informato i giocatori. A dimostrazione che è tutto vero, il Comacchio Lidi non esiste più... E sono l’unico a mettersi in gioco in prima persona in questa vicenda».

La speranza è che una soluzione si trovi, cosicché Chomakov e compagni possano ricevere i mancati rimborsi.

Corrado Magnoni

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