Froome vince il Tour de France dei sospetti
Ciclismo. Nibali chiude quarto con una vittoria di tappa. A Greipel l’ultima volata sugli Champs-Élysées
ROMA. Anche a Parigi, Chris Froome è stato baciato dalla Dea Bendata. Lo stesso era già avvenuto nelle prime tappe, quando il vento aveva giocato brutti scherzi ai suoi rivali, scavando fra chi ambiva alla maglia gialla e il britannico distacchi disarmanti, allarmanti, ma indicativi. Fra incidenti meccanici, scivolate e bizze di Eolo, Quintana, Nibali e Contador si erano eliminati a vicenda, lanciando Froome verso il secondo trionfo parigino, dopo quello del '13. Il resto lo aveva fatto lo stesso alfiere Sky, tramortendo la concorrenza con l'ormai famosa «frullata» e mettendo le mani sulla corsa. Ieri la pioggia ha suggerito all'organizzazione di neutralizzare i tempi, per il rischio concreto di cadute: regolamento chiaro e tempi «congelati» al primo passaggio sul traguardo. Froome ha vinto, ma alla fine il solo Alberto Contador sembra essere uscito sconfitto da questo Tour; gli altri due moschettierl, Quintana e Nibali, possono ritenersi solo battuti. La differenza sta nel fatto che lo spagnolo ha chiuso senza successi, e giù dal podio (non aveva vinto alcuna tappa anche al Giro d'Italia, che si era pure meritato), mentre il colombiano ha provato fino all'ultimo metro di salita a prendersi la maglia gialla. A Nibali va il merito di avere dato battaglia sul pavè e di essersi aggiudicato alla grande - con un attacco d'altri tempi, ossia da lontano - la tappa più bella della Grande boucle, a La Toussuire. Senza l'impresa dell'indomabile «Squalo dello Stretto», l'Italia del ciclismo se ne sarebbe tornata a casa a mani vuote. Invece, Nibali ha sfiorato il clamoroso recupero, fermandosi sul gradino sotto il podio. Un bravo ai francesini Pinot, protagonista di una grande impresa sull'Alpe d'Huez e Bardet, autore di un'altra impresa-monstre a Saint-Jean de Maurienne. Nella storia del Tour 2015 un posto lo meritano anche Andrè Greipel, re degli sprinter con un poker ad alta velocità, e lo spagnolo Purito Rodriguez, due tappe conquistate. Il tedesco volante, detto il «Gorilla», ha vinto anche l'ultima volata, sui Campi Elisi. È stato il Tour dei sospetti, delle tensioni e delle polemiche: tutti hanno avuto da ridire sulle performance di Froome che certo non brilla per simpatia, ma va forte. E ha vinto anche contro i sospetti sull'uso di doping. In un Tour alla Hitchcock non poteva mancare un finale-thrilling: i poliziotti francesi hanno aperto il fuoco contro un'auto che ha cercato di sfondare le barriere della corsa, in place della Concorde, senza per fortuna provocare feriti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
