Gli scontri tra ultras di Spal e Padova «Guerriglia urbana»
Caschi, aste di bandiera e bottiglie. Da una parte all’altra della strada, davanti agli increduli automobilisti di passaggio e ai residenti. Due i tifosi del Padova fermati dalla polizia e denunciati...
Caschi, aste di bandiera e bottiglie. Da una parte all’altra della strada, davanti agli increduli automobilisti di passaggio e ai residenti. Due i tifosi del Padova fermati dalla polizia e denunciati a seguito degli scontri con gli ultras della Spal avvenuti sulla statale 51 bis, a Calalzo. Le successive indagini hanno portato gli uomini della Digos a identificare gli “avversari” dei biancoscudati con i sostenitori ferraresi. La Spal, infatti, ha trasferito da poco la sede del suo ritiro estivo ad Auronzo, dove resterà fino a domani e dove proprio sabato pomeriggio ha affrontato in amichevole il Vicenza. Le due tifoserie si sarebbero incrociate fortuitamente per strada. Possibile, visto che le sedi dei rispettivi ritiri distano poco più di 15 chilometri tra loro. Erano da poco passate le 16 quando all’altezza del semaforo di Calalzo, sulla statale 51 bis, due furgoni e alcune auto si sono fermate sul ciglio della strada. Dai mezzi sono scese diverse persone e subito hanno cominciato a volare insulti, bottiglie e qualsiasi altro oggetto a disposizione. Da una parte una ventina di tifosi del Padova (in ritiro a Pieve di Cadore), dall’altra una decina di fedelissimi della Spal, che stavano appunto raggiungendo la sede del ritiro della loro squadra del cuore. Un lancio di oggetti così fitto da bloccare per qualche minuto la circolazione sulla statale e costringere i residenti della zona a chiudere porte e finestre. Immediata la telefonata alla polizia, a terra solo vetri, aste di bandiera e alcuni caschi. «Gli agenti - ha spiegato il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo - mi hanno informato che si trattava di uno scontro tra due gruppi di ultrà, mentre i residenti riferivano di scene da guerriglia urbana». (ma.ce.)
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