Spal nel segno della continuità
Tre amichevoli ed altrettante vittorie a dar seguito alla serie utile dell’ultima stagione
FERRARA. Il tempo sembra essersi fermato. Anzi, corre. Implacabile ma nel segno della continuità. Per la Spal, almeno, è così. Il filo che lega una stagione all’altra non si è spezzato. L’annata 2014/2015 è terminata a maggio con una successione di 13 risultati utili consecutivi, tra cui 9 vittorie. L’alba dell’annata 2015/2016 sta vedendo la Spal proseguire sulla stessa line: 3 vittorie in altrettante uscite amichevoli, 0 gol subìti.
Dice: test che non contano.
In un certo senso può anche essere (parzialmente) vero. Non sono attendibili le goleade sui sudamericani in cerca di improbabile collocazione e sui friulani del Tamai non ancora in fase di preparazione pre-campionato. Di altro spessore, ovvio, il successo sul Vicenza (alta serie B) con annessa inviolabilità della porta di Branduani (e di Contini nel finale). Ma si sa che di questi tempi le prestazioni, anche delle squadre di categoria superiore, sono ondivaghe: il Genoa (serie A), ad esempio, non ha appena perso contro il Cesena (B)?
Nel caso che ci interessa, quello della Spal, bisogna andare oltre la caratura degli avversari di turno, oltre i risultati in senso stretto. Vanno colte le indicazioni e le loro possibili proiezioni in chiave campionato: anche le partite in arrivo (domani contro una squadra di Dubai, domenica col Rende - serie D - e mercoledì 5 a Udine con i friulani) per un motivo o per un altro non potranno essere attendibili in toto. Sono tappe del fisiologico percorso di crescita di questa fase della stagione. Ma il campo sta dicendo che la nuova Spal evolve proseguendo il discorso che ha incorniciato gli ultimi mesi del torneo andato in archivio.
Dei 25 giocatori che componevano l’organico della scorsa annata, ben 15 non sono rimasti, così come si contano - al momento - 10 nuovi arrivi, oltre a 2 promozioni (per il ritiro) dal settore giovanile. Ma se andiamo a rileggere la formazione che sabato è scesa inizialmente in campo contro il Vicenza, allora ci accorgiamo che ben 7 elementi su 11 c’erano anche nell’ultimo campionato. E tutti uomini-base: il laterale destro Lazzari, i tre centrali Silvestri, Cottafava e Giani, i centrocampisti Gentile e Di Quinzio, il bomber Zigoni (oltre a Bellemo e Finotto a disposizione, con Gasparetto fuori per precauzione). Se ci aggiungiamo la conferma di mister Semplici e del modulo tattico (5-3-2), allora ben si capisce come la Spal sia ripartita su basi più che collaudate.
Se era stato intrapreso un processo di crescita (che per un nulla non era sfociato nell’approdo ai play off), ora la strada appare sostanzialmente quella della continuità, col tentativo di compiere un ulteriore salto di qualità. Per capire se ciò potrà concretizzarsi, serviranno ancora tempo, pazienza, verifiche. Tutto naturale. La rosa, tra l’altro, è destinata ad essere completata.
L’attacco è a posto, il reparto è stato potenziato, Cellini è giocatore vero e l’associazione con Zigoni può essere mortifera, senza dimenticare che Finotto può giocare sia con l’uno che con l’altro e che Ferri è talento promettente che può consentire a mister Semplici di virare (quando e se il tecnico lo riterrà) anche su una linea offensiva “a tre”. Se in difesa va ingaggiato solo un laterale destro che sia alternativa a Lazzari, l’innesto di spessore si attende a centrocampo. La società ha ammesso i contatti con la Sampdoria per De Vitis, grande promessa frenata dagli infortuni. In caso di presenza di garanzie fisiche, a priori si tratterebbe di un vero rinforzo, capace di fare la differenza se in grado di tornare alle prestazioni degli esordi (in ogni caso il figlio d’arte ha solo 23 anni, non è certo un giocatore a fine corsa, anzi).
Insomma, la Spal è tutto tranne che un cantiere, e ciò è già un ottimo punto di partenza. Quanto valgano i biancazzurri ed a cosa potranno ambiere, questo è ancora presto per affermarlo, viste le tante variabili. Aspettiamo un altro po’ per avere un’idea più compiuta sulla squadra. Quel filo, però, sembra davvero non essersi spezzato. Speriamo sia così.
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