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Ebeling: vi spiego come sarà la nuova Bondi

Ebeling:  vi spiego come sarà la nuova Bondi

Il ds a ruota libera: squadra esperta ma non vecchia. Lestini e Losi i big. Ma il mercato non è chiuso

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FERRARA. .Antwain Barbour (ex Pesaro) ala piccola, Alessandro Pasi (ex Fortitudo Bologna, Rieti e Virtus Bologna) segretario generale: ecco i nomi bollenti dell’ultima domenica di luglio in casa Bondi. Ieri pomeriggio, a circa tre settimane dal raduno, il diesse biancazzurro John Ebeling ha fatto il punto della situazione.

«Abbiamo costruito una compagine più corta degli anni passati – dice il diesse -, avremo sette senior e tre under (due potrebbero essere i confermati Matteo Ghirelli ed Edoardo Verrigni; ndr). Saremo esperti, ma non vecchi: maturità atletica e cestistica sono al top». Avete già presentato David Brkic, parliamo di Matias Ibarra, Jordan Losi e Federico Lestini?

«Come giocatore vincente, Losi è il numero 1. A Tortona ha cambiato in meglio la squadra, a Mantova ha dimostrato di avere carattere: lo considero un vincente, anche perché sa vincere quando è il momento di farlo». Ibarra?

«Avevamo puntato su Traini e pensavamo che fosse il giocatore giusto per noi: ci sono stati degli inghippi nella trattativa, dopo di che ha deciso che voleva restare vicino a casa (ha firmato a Recanati; ndr). Un giocatore che era fuori portata fino a quel momento per noi ha abbassato le pretese, questo giocatore era Ibarra. A noi interessava dall’inizio, ma costava troppo. Era importante avere un play italiano o passaportato, anche perché gli americani li volevamo ala piccola e ala forte. Ibarra aveva molta voglia di ritornare in Italia, assieme a lui faremo bene». Lestini? «Assieme a Losi è il giocatore maggiormente importante della squadra. Lestini cambierà gli americani, come Losi è versatile». Parliamo, allora, degli americani? «Come ala piccola siamo interessati a Barbour, abituato a giocare ad alti livelli. Abbiamo lavorato a Pesaro assieme, di lui mi fido, può giocare dal play all’ala forte. A Pesaro era il ‘4’ tattico, giocatore duttile, molto esplosivo. Barbour è un jolly che ha certe pretese: deve essere sicuro di venire, altrimenti non rende come dovrebbe. Non siamo fermi, stiamo parlando di cose che per lui sarebbero fondamentali, anche perché non è superficiale. Diciamo che stiamo facendo piccoli passi avanti, ma non posso dire che chiuderemo a breve». Capitolo ala forte? «Guardiamo un paio di profili, aspettiamo che calino i prezzi. Non escludo che sia un rookie, deve avere energia, giocare da ‘4’ in difesa e da ‘5’ in attacco e prendere rimbalzi. Vogliamo un giocatore energetico e reattivo, con voglia di fare». Piacciono Dwan Caldwell (classe 1988, ex Tennessee Tech) e C.J. Aiken, classe 1990, ex Philadelphia Spirits).

Lorenzo Montanari

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