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La Corli è tornata e in Comune racconta l’avventura

La Corli è tornata e in Comune racconta l’avventura

FERRARA. Il racconto di Ilaria... «Mezzanotte di sabato 20 giugno. L’inizio dell’estate. È anche l’inizio del mio viaggio: Ferrara-Capo Nord. Mesi di attesa, di ansia... Parto con la Ferrara Bike...

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FERRARA. Il racconto di Ilaria...

«Mezzanotte di sabato 20 giugno. L’inizio dell’estate. È anche l’inizio del mio viaggio: Ferrara-Capo Nord. Mesi di attesa, di ansia... Parto con la Ferrara Bike Night, assieme ad ottocento ciclisti. Dopo 70 chilometri ci dividiamo. Arrivo a Mesola, svolto e davvero parte la mia avventura. Contornata dai primi bagliori del sole».

Sono srotolati oltre 4.200 chilometri, con dieci nazioni attraversate. Un mese esatto per salire sul tetto d’Europa: il mappamondo, iconografia di Capo Nord, fissato nell’immagine in cui la Corli alza la bicicletta in trionfo. Missione compiuta. Uno scatto che entra nell’immaginario collettivo della città, come la famosa scalinata del museum of art di Philadelphia salita di corsa da Rocky Balboa. Ilaria è un’ultracycling ferrarese, 28enne, che in solitaria ha attraversato in bici una porzione di mondo: partenza da piazza Ariostea, arrivo a Nordkapp. La Nuova ha seguito passo passo il cammino attraverso i suoi report quotidiani (il viaggio di Ilaria lo potete trovare sul sito www.lanuovaferrara.it - sezione Focus), ieri la nostra concittadina è stata ricevuta in Comune dal vicesindaco Massimo Maisto per mettere il sigillo finale all’impresa.

«Uno dei giorni più duri - racconta la Corli - è probabilmente stato il primo, perché rappresentava la transizione tra l’ordinario ed il sogno. Tra la vita quotidiana ed il viaggio. Avevo programmato un mese di pedalate alla media di 150 km al giorno: sono riuscita a seguire il programma. C’è stata una parte pianificata, ma non è mancato lo spazio per l’improvvisazione che la magia della strada può offrire. Ho incontrato personaggi incredibili (il friulano Artemio, la coppia polacca che l’ha ospitata con tanto di grigliata, Italo e Alfonso...; ndr) ed ho affrontato climi diversi e contrapposti: la pioggia torrenziale al confine con l’Austria, il caldo torrido della Polonia, ancora la pioggia delle Repubbliche Baltiche, le temperature che si abbassavano man mano che salivo verso Nord».

Ma gli intoppi sono stati minimi. Quasi fisiologici. Tutto è stato come un romanzo. Che la Corli ha gustato ogni singolo momento. «Il compleanno a Rovaniemi, su quella linea bianca segnata per terra che rappresenta il circolo polare artico. Una meta simbolica. Un traguardo importante».

E poi, Ilaria... «Poi la Scandinavia con la sconfinata Finlandia: i suoi boschi, i laghi, le renne. La Norvegia con le montagne dalle cime innevate, il mare blu circondato da immense praterie color verde. Infine, Capo Nord: quell’immenso mappamondo raggiunto dopo km e km di salite e tunnel tra le montagne». Mentre la Corli racconta, in Sala Arazzi ascoltano incantati. Ilaria mette energia e sorrisi: «È stato il viaggio che sognavo. Ho affrontato tutte le situazioni con maturità e leggerezza. Ed ho sentito l’enorme vicinanza umana di Ferrara».

Maisto entra nell’incantesimo: «Sì, in questo viaggio Ilaria ha portato Ferrara con sé. L’ha fatta conoscere. Un bello spot per la città».(m.na.)

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