La Nuova Ferrara

Sport

Coppa Emilia, il cammino Tarantino e la via giusta

Coppa Emilia, il cammino Tarantino e la via giusta

Seconda categoria. Diramato il calendario della manifestazione provinciale Il mister l’anno scorso ha vinto con il Bosco: «Giocatori forti e un po’ di fortuna»

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Ecco i calendari di Coppa Emilia di Seconda categoria, una manifestazione calcistica che appassiona da sempre gli addetti ai lavori. L’anno scorso l’ha vinta il Bosco di mister Marco Tarantino che poi è rimasto senza squadra. Incredibile ma vero, l’uomo del double “campionato-Coppa” non ha trovato un nuovo ingaggio e quindi guarda alla prossima stagione da osservatore. «In Seconda categoria il Berra ha uno squadrone - dice Tarantino -: i blucerchiati non possono nascondersi. Vedo bene anche l’Argenta Pgv, che secondo me ha una rosa discreta come pure la Laghese. Ribadisco, però, che favoritissimo sarà il Berra che deve stravincere il campionato».

Marco Tarantino si trova adesso in vacanza a Gallipoli, il suo paese d’origine. «Sentivo già l’appetito della preparazione: ho preferito andarmene in vacanza per non farmi sopraffare dalla nostalgia del campo e degli allenamenti». Le offerte non gli sono mancate, eppure non ha trovato nessuna società pronta a dargli completa fiducia. «Ho avuto quattro richieste, ma sono andate tutte in fumo: ci sono rimasto male. Spero di subentrare a campionato in corso, se qualcuno avrà bisogno io sarò a disposizione. Mi ha cercato, tra le altre, una Promozione veneta; poi qualche Prima categoria e società per il settore giovanile. Tutte però hanno l’allenatore, dovrò sperare in qualche convocazione a stagione in corso». Meglio dare i consigli a chi ha panchina, ad esempio dicendo loro su come si vince la Coppa. «La vinci se hai i giocatori forti e il giusto pizzico di fortuna. Ma senza qualità, la Coppa non la vinci. L’anno scorso, alla guida del Bosco, ad un certo punto ho visto che si potevano centrare ambo gli obiettivi. A quel punto, con troppi impegni, le energie ti vengono a mancare. L’allenatore deve essere bravo a sfruttare il turn over, a gestire i giocatori. Mica è una cosa semplice: è un’alchimia che va trovata senza fare esagerazioni».

A Bosco, Tarantino aveva trovato una seconda famiglia, ma non è bastato per convincerlo a mettere radici. «Non è che non sono rimasto perché mi trovato male, ma volevo cambiare aria. Credo che quando hai vinto tutto, cerchi e hai bisogno di altri obiettivi. Vuoi un’altra squadra per dimostrare anche a te stesso che non è stato un caso. Poi, gli stimoli che solo un nuovo ambiente ti può dare. Credo che a Bosco, comunque, conservino un buon ricordo di me e so di essermi comportato bene». Da giocatore ha fatto le fortune di Comacchio, Frutteti e Masi Torello... «Mi dispiace per il Comacchio che non esiste più, mentre il Frutteti a dire il vero non l’ho più seguito tanto; so che ha puntato sui giovani, gli auguro di ottenere il massimo da questa politica. Sono molto contento per il Masi che è stato ripescato in Seconda: è una bella piazza. Il Bosco con due o tre innesti, invece, si può salvare anche in Prima». Un’ultima considerazione viene fatta sul movimento calcistico nei dilettanti. «Soldi ce ne sono pochi in giro, il livello si è abbassato. La qualità dei giocatori non è la stessa di qualche anno fa; mi dispiace, servirebbe maggiore attenzione sulla crescita dei giovani. E poi tanta passione per il calcio che è il gioco più bello del mondo».

Corrado Magnoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google