«Il primo motivo è economico E non esiste più il volontariato»
FERRARA. Nel dibattito interviene anche il presidente del Crer, il ferrarese Paolo Braiati. «Da dove iniziamo? So che dirò le solite cose - commenta -, i motivi vari che determinano questo calo....
FERRARA. Nel dibattito interviene anche il presidente del Crer, il ferrarese Paolo Braiati.
«Da dove iniziamo? So che dirò le solite cose - commenta -, i motivi vari che determinano questo calo. Ferrara è sempre l’ultima della lista, c’è poco da fare. Il primo calo è economico: sono sparite le sponsorizzazioni e ci sono le difficoltà finanziarie delle amministrazioni locali, i Comuni non riescono più a dare i contributi. Indubbiamente pesano i controlli fiscali, più facile incidano fatto per quelli che non hanno subìto i controlli, come reazione psicologica. Rimane un fenomeno che fatico a capire per come è stato affrontato, pur ritenendoli controlli giusti, si stanno colpendo solo alcune zone d’Italia. Il volontariato è un’altra motivazione importante: nessuno ha più voglia di impegnarsi. E non sottovalutiamo l’alzamento dell’età pensionabile: oggi le persone finiscono di lavorare che sono più vecchie e hanno meno energie per altre cose».
«Hanno delle colpe anche le Federazioni - continua -, dai tagli del Coni alla Figc alle battaglie interne, poi nuove regole (defibrillatore, impianti sportivi a norma, ecc) e responsabilità (preoccupazioni) che crescono per i dirigenti). Quest’anno in Emilia Romagna abbiamo perso 30 società, quelle nuove non compensano gli addii. In Italia in tre anni quasi 1.500 società in meno, va bene? E noi, in regione, facciamo di tutto per non aumentare i costi, ma è sempre più difficile far quadrare i bilanci. E i politici non possono parlare di fusioni: il calcio è sempre stato lo sport dei poveri, quello che univa la gente di un paese; se li facciamo aggregare significa spegnere anni di storia».
«Certo, le società sbagliavano a pagare: pareva che bisognasse dare rimborsi per forza se si voleva far calcio. Capisco il calo delle nascite e paesi che non hanno ragazzi, ma siamo passati dal troppo al nulla. Noi come Crer stiamo cercando di fare il possibile per contenere le spese. Di positivo vedo ancora società attrezzate e persone che hanno tanto entusiasmo, anche nel Ferrarese».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
