Super Magnini, staffetta di bronzo
Mondiali di nuoto: bene anche le donne della 4x100. E la Cagnotto chiude col tris
ROMA. A Melbourne nel 2007 c'era anche lui sul podio d'argento dell'ultima staffetta azzurra medagliata ai mondiali. Sono passati otto anni e per la zampata vincente l'Italia del nuoto può contare ancora su Filippo Mganini che, tornato in versione Superpippo, a 33 anni trascina la 4X100 stile a uno storico bronzo nella rassegna iridata di Kazan. Esordio delle gare in vasca ed è subito podio, in una giornata che aveva già regalato all'Italia un altro bronzo, quello con cui Tania Cagnotto, terza nel sincro misto con Micael Verzotto, chiude da protagonista il suo ultimo mondiale (oro da 1 m e bronzo da 3 m). Dalla piscina poi subito soddisfazioni: con Magnini arriva un bronzo che vale oro, il terzo podio iridato nella storia della staffetta azzurra dopo quella australiana e quella di Calì in Colombia, targata 1975. La quaterna di Kazan si apre con Luca Dotto che chiude sesto in 48’’75; poi ci pensa Marco Orsi a recuperare fino al secondo posto (47’’75); poi Michele Santucci tiene al quarto posto (48’’48). Ma è Magnini che tira fuori uno dei tanti capolavori della sua carriera e con 47’’55 firma il 3'12’’53 davanti al Brasile, alle spalle della Francia di Manoudou (3'10’’74) e della alla Russia (3'11’’19). Storica anche la 4x100 donne con l'Italia tornata in una finale iridata dopo 10 anni e con la qualificazione olimpica ottenuta: il 3'37’’16 è record nazionale (oro all'Australia, argento all'Olanda e bronzo agli usa). «Gli obiettivi sono stati raggiunti. Un ingresso in finale che mancava da anni e un record italiano battuto mi rendono orgogliosa - dice l'olimpionica -. Poi ho avuto buone sensazioni in vasca e, in previsione dei prossimi giorni e delle prossime gare sono ottimista». La festa però è tutta tra i ragazzi della 4X100 ed è lontana «quell'aria irrespirabile» che aveva inquinato l'acqua ai Giochi di Londra dove si era alzata la rivolta dei velocisti proprio contro il capitano: sotto accusa la love story con la Pellegrini e il gossip a seguire. «Grande il nostro capitano- dice Dotto - è una medaglia che inseguivamo da anni, ci era sfuggita per poco, stavolta non abbiamo sbagliato nulla». Il numero uno con la frazione a chiudere è stato proprio super Pippo che adesso si gode la medaglia: «Sono contento perché ho sempre pensato che questa fosse la staffetta più forte e che ha raccolto meno di tutte - dice Magnini - Non potevamo chiedere di meglio. Questa medaglia ha già galvanizzato l'ambiente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
