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MJ Rhett, l’intimidatore per la Bondi

di Marco Nagliati
MJ Rhett, l’intimidatore per la Bondi

Giovane e atletico (206 cm per 102 kg) gioca da ala e da pivot: il rookie è la nuova scommessa dei biancazzurri

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FERRARA. Il ragazzo della South Carolina, specializzato in comunicazione (University of Tennesse) e criminologia (University of Mississippi) è pronto per la grande avventura: giocherà da professionista del basket. A Ferrara. Con la canotta biancazzurra della Bondi. Lo scrive felice su twitter, con tanto di bandiera tricolore. Si chiama Malcom Jaleel Rhett, per tutti semplicemente MJ. Dopo qualche giorno di trattativa, ieri pomeriggio il suo ingaggio è stato ufficializzato. Dalla società e da Malcom stesso. Ventiduenne nato ad Hopkins (15 novembre del ’92), vive a Columbia (South Carolina). Questo marcantonio di giocatore (206 cm per 102 kg) sa giostrare da “ala forte” come da pivot, integrandosi alla perfezione (nelle intenzioni dello staff estense) con il pivottone Brkic. È il classico giocatore di sistema: non egoista in attacco, pronto sugli scarichi. In fase offensiva “vive” dentro l’area (consentirà a Brkic di aprirsi sul perimetro per il tiro da tre), salta e usa bene i muscoli. In difesa è concentrato e marca il “quattro”. Duttile. Bravo ragazzo. Non un mangiapalloni. Quello che voleva la Bondi, avendo già discreti bomber quali Bucci, Losi, Brkic e - volendo - pure Lestini. Mancava la dimensione interna e Rhett dovrebbe averla. Certo, si tratta di un rookie, ma al di là delle tante dichiarazioni non è che Ferrara possa ambire a scelte diverse. Budget ampio o meno, i team di provincia spesso e volentieri qualche scommessa devono accettarla. E a fronte di un roster over trenta, un giovane serve.

Rhett ha affrontato la stagioni da universitario prima a Tennesse, poi l’anno scorso da senior eccolo a Mississippi con gli Ole Miss Rebels. Sul parquet per 22’ di media, con cifre da uomo-collante: 7.4 punti per 4.6 rimbalzi di media (53% da due, 75% ai liberi). A Ferrara dovrà giocarne trenta, di minuti. Con, sperabile, incremento delle cifre.

Papà Joseph è stato, a sua volta, giocatore di basket a South Carolina. MJ, questa estate, ha partecipato al camp estivo Nba con Washington. Il ds estense Ebeling e coach Morea lo hanno “puntato” da un po’. Assumendo informazioni scrupolose e dettagliate. Poi, nello scorso weekend, l’offerta: accettata ieri. «Cercavamo un giocatore con queste caratteristiche - dice Ebeling -: rapido di piede, capace di giocare sia da ala che da pivot. È un gran lavoratore e un ottimo ragazzo. In attacco cerca sempre la soluzione ideale. Il giocatore migliore che poteva venire sulla base delle nostre esigenze». E oggi, dopo mezzogiorno, la società presenterà Jordan Losi.

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