Spal, le strade portano a Torino
Coppa Italia Tim. Se si passano i prossimi due turni, poi ci saranno i granata ed eventualmente la Juve
FERRARA. Mettiamo un attimo da parte i discorsi sulle indicazioni fornite dalla partita di domenica contro il Rende. La Spal non sa ancora quando inizierà il campionato (indicativamente un mesetto abbondante, oggi si potrebbero avere indicazioni), quindi c’è tutto il tempo per migliorare sotto ogni aspetto e giungere ben preparati al D-day. Nel frattempo si può giusto rimarcare che pur con chiari aspetti da perfezionare, la squadra ha una sua logica, ha le pedine al posto giusto (senza invenzioni), cerca il gioco e si sta abituando sia a vincere sia a non incassare gol. Cinque partite, tra amichevoli e Coppa, ed altrettanti successi senza reti al passivo. Si cavalca l’onda della seconda parte della scorsa stagione, bene così. Temi e prospettive su cui avremo modo di tornare.
Adesso stuzzica (anche) un altro aspetto. Non sappiamo se il presidente spallino Walter Mattioli abbia studiato a fondo il tabellone della Coppa Italia Tim. Conoscendone la divorante passione, e la certosina meticolosità professionale, immaginiamo di sì. Sia come sia, Mattioli ha perfettamente ragione quando (come nel dopo-Rende) afferma: «Ci teniamo a fare strada in questa competizione».
Giusto, giustissimo. Perchè di facile e di scontato c’è nulla, ma l’occasione è davvero super-ghiotta per giungere (o tentare di farlo) ad un appuntamento storico. Ci spieghiamo. La Spal battendo il Rende ha superato il primo turno della manifestazione (la fase è ad eliminazione diretta). Domenica i biancazzurri giocheranno quindi al “Cibali” (romanticamente ci piace chiamarlo ancora così, nonostante ora sia ufficialmente il “Massimino”) contro il Catania. Ma che Catania? Una squadra indecifrabile, che solo l’altro giorno ha giocato la sua prima amichevole (50 minuti...) contro i disoccupati siciliani, con una rosa tutta da definire e con la ghigliottina del processo sportivo del giorno 11 che può decretarne la fine nei dilettanti. La Spal deve approfittarne. Una Spal più allenata, più rodata, più compatta, più omogenea, più competitiva, con obiettivi “forti”. I biancazzurri hanno i mezzi per passare il turno. In questo caso, sabato 15 affronterebbero la vincente del confronto Cesena-Lecce: se vincessero i romagnoli, si giocherebbe al “Manuzzi”, se passassero i pugliesi la gara avrebbe luogo a Ferrara. Avversari difficili, ma non insuperabili. E qui c’è il bello. Perchè se la Spal superasse anche il terzo turno eliminatorio, allora approderebbe agli ottavi di finale per affrontare il 2 dicembre il Torino all’Olimpico, una sorta di riedizione di quel Torino-Spal che nel 1981 vide i biancazzurri eliminati nei quarti di finale (1-0 a Ferrara; sconfitta 4-0 - con due autoreti ed un rigore... - al ritorno). E l’eventuale nuovo confronto con i granata metterebbe in palio il diritto di sfidare la Juventus, sempre a Torino (il regolamento della Coppa tutela le squadre di categoria superiore), il 16 dicembre.
Insomma, per la Spal... tutte le strade portano a Torino. Sognare costa nulla. Ma al di là di ciò, concretamente, si può ambire al passaggio dei prossimi due turni. «Ci teniamo a fare strada». Ha ragione Mattioli, l’occasione è da sfruttare.
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