Zappaterra: «Ecco perché lascio la pallavolo»
Il libero ferrarese si racconta: tra l'handicap fisico e gli impegni extra volley
FERRARA. Alla fine, stringi stringi, si è chiuso un ciclo. Il nocciolo duro che si sgretola e uno dei protagonisti degli ultimi tre anni che appende le ginocchiere al chiodo. Sì, Andrea Zappaterra smette di giocare: non lo vedremo più destreggiarsi nel ruolo di libero e la Niagara 4 Torri taglierà così l'ultimo legame con la squadra che è stata protagonista dell'ultimo successo, ovvero la promozione in B1 di due anni fa. Lo stesso Zappaterra spiega da dove nasce questa decisione: «A fine stagione mi sono messo davanti a un tavolo - inizia a parlare Andrea seduto alla scrivania del suo ufficio di Lido degli Estensi -; ho considerato che la B1 è un impegno importante, che mi faceva consumare parecchie risorse psicofisiche. Ho anche da occuparmi della mia agenzia immobiliare e poi c'è il ruolo da assessore in comune a Ostellato. Ho dunque deciso di lasciare la pallavolo giocata». La carriera di Andrea, classe 1979, è iniziata a Ferrara, quando c'era l'A1 e il ruolo di libero non esisteva ancora: «Dopo le giovanili sono andato a Monselice in B1. Da lì Asti e Schio in A2; poi Ferrara in A1 e A2. Quindi Bologna, Mantova, Genova, Cortona e infine gli ultimi tre anni a Ferrara». Il bilancio della carriera di Andrea si fonde quasi del tutto con le sue vicende personali: «Non guardo alle squadre o ai risultati. Io alla pallavolo devo solo dire grazie perché mi ha permesso di vincere una sfida contro me stesso. Sono riuscito a realizzare cose, a raggiungere traguardi personali che all'inizio era veramente difficile pensare di poter realizzare. Nonostante il mio handicap fisico, sono riuscito ad andare oltre, dimostrando che con la testa si può superare i limiti fisici. La pallavolo mi ha fatto crescere come persona, mi ha insegnato a vivere in gruppo e a mettersi a disposizione degli altri. In un ambiente comunque non troppo facile, in cui esiste molta ignoranza: l'handicap mi ha messo i bastoni tra le ruote, molte persone non hanno capito quanto impegno ci ho messo per arrivare ad alto livello». Proprio a maggio di quest’anno, finito il campionato, Andrea è finito sotto i ferri per cercare di risolvere i suoi problemi: «Avevo una malformazione congenita che non è stata risolta quando ero bambino. In passato mi avevano già proposto di intervenire chirurgicamente, ma io avevo preferito andare avanti. Negli ultimi due o tre anni ho faticato parecchio così ho deciso per l'operazione: sono contento, è andato tutto bene». Zappaterra seguirà da tifoso la futura Niagara: «C’è stato un forte cambiamento. Risorse limitate e investimento sui giovani. Non ci saranno retrocessioni ma sarà impresa non facile per la squadra di Martinelli giocare in un campionato che si preannuncia molto difficile, con tante squadre alla ricerca della promozione». Andrea non farà più parte nemmeno dello staff delle giovanili granata: «Per il futuro sono stato coinvolto in un progetto di pallavolo femminile nell'alto ferrarese, con al centro S. Agostino. Avrò dei gruppi da allenare ma anche da fare promozione e reclutamento a scuola. Un progetto affascinante».
Raffaele Ziosi
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