Per il nostro calcio in crisi è necessario l’aiuto di tutti
Il dirigente federale Aretusi è fiducioso: basta piangersi addosso, lanciamo idee. Calvano annuncia novità importanti dalla Regione
FERRARA. Torniamo a parlare di crisi del calcio dilettantistico ferrarese. E visto che i numeri dicono che il calo maggiore è in Seconda e Terza categoria, ecco il parere del presidente del Comitato Figc estense, Giovanni Aretusi (nella foto in alto ad una riunione con Braiati, Merli e Droghetti): «Sinceramente pensavo che quest’anno andasse pure peggio, siamo riusciti più o meno a mantenere i livelli degli ultimi anni. Fra l’altro al calo in Seconda e Terza si contrappone l’aumento nella Juniores. Di certo è una situazione antipatica, causata in primis dal calo di volontariato e sponsor. Ma non bisogna, e lo dico soprattutto per noi della Federazione, piangerci addosso, anzi dobbiamo trasmettere positività alle società. Se già le cose vanno male, buttandola sul pessimismo è come scavare la fossa che poi non si riuscirà a riempire. Credo che tutti gli addetti ai lavori, non solo Federazione e giornali, si debba essere più positivi. Questo lo vedo non solo il calcio, ma anche nel lavoro: chiaro bisogna far conoscere la situazione, però dobbiamo dare maggiore positività. C’è bisogno anche delle istituzioni: tutto il mondo sportivo ha bisogno di aiuto. Ad esempio, nel guardare i campi dei tornei Interprovinciali, nel Modenese ci sono sei realtà con il sintetico, da noi qualcuno ci sarà ma ad oggi neppure uno. Poi le società devono gestirsi in modo diverso: il calcio a certi livelli dev’essere puro divertimento. Una volta tornati a fare questo, allora potremo avere più squadre, anche nei piccoli paesi».
Fra le alternative non si potrebbe giocare il sabato?
«Noi l’abbiamo proposto, tipo la Seconda di domenica e la Terza di sabato ma i dirigenti rispondono sempre no. Chiaro che molti ragazzi oggi lavorano anche il sabato e negli amatori spesso ci sono ex giocatori di Prima o Seconda che non hanno più voglia di stare in categoria. Io idee per rinnovare ne avrei, vedremo...».
La scorsa settimana il presidente del Crer, Paolo Braiati, chiamò in causa la politica. Ecco cosa ne pensa Paolo Calvano, ex calciatore, segretario regionale del Pd: «È evidente che i mali sono quelli emersi dall’inchiesta della Nuova. La burocrazia ha inondato il calcio, come molte attività di volontariato, e questo ha indubbiamente complicato il lavoro dei volontari, a cui viene richiesta grande professionalità e un maggiore carico di responsabilità. I controlli vanno fatti, ma tutto questo allontana le persone che tengono su le squadre nei paesi. Difficile trovare oggi in una comunità persone che sacrificano famiglia e tempo libero per lo sport. Poi c’è sempre meno gente che gioca».
«Le soluzioni? Non è semplice da fare - continua -, ma se vogliamo mantenere l’attività dilettantistica, a mio avviso fondamentale, ritengo che il percorso di socializzazione resti imprescindibile. Chiaro bisogna avere meno pretese campanilistiche: unire le risorse e le forze di chi c’è per non disperdere tutto. Come Regione abbiamo individuato lo sport come uno dei settori su cui investire, tra nuova legge regionale sullo sport e finanziamenti per l’impiantistica. Ma credo non siano le risorse l’unico aspetto da affrontare: a livello nazionale si deve ridare forza allo sport nelle scuole, che rimangono il primo luogo in cui un ragazzo pratica attività sportiva, come accade in altri Paesi europei».
Davide Bonesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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