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Ibarra è arrivato «Qui per far giocare bene i compagni»

Ibarra è arrivato «Qui per far giocare bene i compagni»

Il play argentino nell’ultima settimana è stato in Spagna Poi lo sbarco a Bologna con la moglie Vicky ed i due figli

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BOLOGNA. Ieri pomeriggio Matias Ibarra ha abbracciato il mondo Bondi per la prima volta. Il neo play biancazzurro ha passato ad Alicante gli ultimi sei giorni: all’aeroporto Marconi di Bologna è poi atterrato con il volo Ryanair FR5544 alle ore 15.11, con alcuni minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Alle 15.41 eccolo sbucare dalla porta degli arrivi assieme a diversi bagagli, alla moglie Vicky e ai figli Ezequiel e Martina. Il volto de “El Lata” è sorridente. «Il viaggio è andato bene. Contento di arrivare in Italia - dice al Marconi -: ho molta voglia di cominciare la mia seconda opportunità in Italia, dopo quella a Reggio Emilia». Attorno alle 16.30, ecco l’arrivo nell’abitazione ferrarese. «Mi reputo un giocatore di squadra e la mia caratteristica principale è fare giocare i miei compagni. Ascolterò molto ciò che coach Morea mi chiederà, mi reputo in grado di tirare e fare canestro quando necessario».

Cosa si aspetta dalla nuova esperienza italiana?

«Non vedo l’ora di mettermi alla prova in questa Lega di altissimo livello - dice Ibarra in spagnolo -; ho già giocato in Italia, volevo assolutamente avere un’altra opportunità in un campionato di altissimo livello: giocare a Ferrara mi dà la possibilità di mettermi alla prova e capire molte cose di me stesso».

Che Bondi è nata, secondo lei?

«Mi hanno parlato molto bene dei miei nuovi compagni, siamo esperti e maturi. Adesso la cosa fondamentale sarà avere il tempo necessario per costruire sul campo una squadra vera e propria, trovando fiducia».

Fondamentale sarà avere un regista in grado di innescare le molte bocche da fuoco.

«Importante sarà trovare l’equilibrio necessario per capire chi dovrà fare cosa all’interno del gruppo. Cercherò di capire come gestire l’attacco per far segnare al momento giusto il compagno giusto».

Cosa le ha detto coach Morea?

«Fondamentale è stato che fin da subito mi abbia cercato. Con la mie caratteristiche e l’esperienza riesco a strutturare un gioco che vada bene al coach. Sono qua per portare al successo la Bondi, cercheremo di creare affetto e coinvolgimento. Il progetto è ambizioso».

Dopo Leandro Masieri e Daniel Farabello è il terzo argentino a Ferrara.

«Conosco Farabello molto bene, abbiamo giocato assieme. Lui mi ha dato la spinta per approdare a Ferrara. La Bondi è una famiglia e Ferrara è la città perfetta per viverci assieme alla mia famiglia». (l.m.)

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