Spal ko a tavolino, Mattioli spiega e promette: qualcosa cambierà
Calcio Coppa Italia Tim. Il presidente chiede scusa non nascondendo delusione e rabbia: «Non ci ho dormito la notte. Chi ha sbagliato subirà duri provvedimenti»
FERRARA. Aria distrutta. Toni pacati. Propositi fermi. Nessuna ricerca di una qualsivoglia scusante. La garanzia di duri provvedimenti interni nei confronti di chi ha sbagliato. Walter Mattioli, presidente della Spal, mercoledì mattinaè apparso in conferenza stampa - congiuntamente al d.s. Davide Vagnati - per spiegare come il club biancazzurro è potuto cadere nell’errore di schierare Mattia Finotto (che doveva scontare una giornata di squalifica) in Coppa Italia Tim prima con il Rende poi con il Catania. Se la società calabrese non si era accorta della posizione irregolare dell’attaccante spallino, così non è stato per quella siciliana, che ha immediatamente presentato ricorso vedendolo accolto: il giudice sportivo, come noto, ha dato partita persa 3-0 a tavolino alla Spal, vanificando così la vittoria per 1-0 ottenuta sul campo ed inficiando la conseguente qualificazione per il terzo turno eliminatorio della manifestazione. A sfidare il Cesena, quindi, sarà proprio il Catania. «Ci spiace, abbiamo sbagliato, chiediamo scusa». Mattioli ha esordito così.
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Poi è sceso più nel dettaglio: «Martedì verso le 12 sono stato avvisato della presenza di un preavviso di reclamo da parte del Catania. Non capivo. Poi ne ho appreso il motivo. Finotto, chiaro, non poteva giocare. Ma il ragazzo non ha colpe. Quando lo acquistammo, nell’estate del 2014, ci disse dell’espulsione e della conseguente squalifica rimediata col Monza in Coppa Italia Tim nell’agosto 2013 contro l’Avellino. Il fatto è che lui ed il Monza ritenevano che la squalifica fosse stata scontata perchè il ragazzo non era poi stato messo a referto contro il Renate nella prima partita di Coppa Italia Lega Pro disputata lo stesso anno dai brianzoli. Ma i regolamenti prevedono che un giocatore non possa “purgare” la pena in una competizione diversa con la stessa società nella stessa stagione. Sarebbe bastato che l’anno scorso Finotto fosse stato fuori dalla nostra prima gara di Coppa Italia di Lega Pro ed invece così non è stato, l’abbiamo sempre messo a referto e ci siamo trascinati il problema fino appunto a Catania... Certo mi chiedo come una società come quella siciliana, alle prese con tutti i problemi che ben conosciamo, possa aver saputo della posizione irregolare di Finotto. Ma non è una scusante per noi, sarebbe stato sufficiente controllare tutti i tabulati». Mattioli è amareggiato: «Mi duole che questa vicenda possa dare l’immagine di una società disattenta, quando invece lavoriamo giorno e notte con la massima cura per tutti i dettagli. Abbiamo controllato per filo e per segno la posizione disciplinare di tutti i neo-acquisti, ma non l’abbiamo fatto per i giocatori che erano qui già l’anno scorso, convinti ovviamente che fosse tutto in regola. E’ stato un errore che ora paghiamo a caro prezzo, e mi dispiace per la proprietà, per i tifosi, per la squadra e mister Semplici. Dovrò fare in modo che i giocatori non escano troppo turbati da questa vicenda>. Poi Mattioli ha rimarcato: «A rispondere dei fatti, adesso, sono io, ma qualcuno dovrà pagare pesantemente l’errore commesso. Ognuno di noi ha dei compiti, e chi al nostro interno è preposto a monitorare queste situazioni subirà duri provvedimenti. Dovrò rivedere qualcosa nella nostra organizzazione. E’ stato un errore gravissimo, chiedo scusa. Non ho dormito tutta notte. Al tempo stesso voglio rassicurare tutti: abbiamo un futuro importante, in campionato faremo ottime cose».
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