Morea racconta come sarà la nuova Bondi
Basket A2. Lunedì scatta il raduno, il coach: «Regaleremo emozioni»
FERRARA. Alberto Morea coccola la “sua” Bondi, assieme alla quale comincerà a lavorare da lunedì. L’acquisto di Erik Rush ha chiuso il mercato biancazzurro e il coach estense inizia la riflessione sulla squadra parlando dei due stranieri, MJ Rhett e, appunto, Erik Rush. «Abbiamo avuto referenze e impressioni ottime a livello emotivo per entrambi - dice Morea -; parlando di Rhett, la scelta è andata nella sua direzione per un discorso fisico e tecnico…».
Si spieghi meglio...
«All’interno della nostra squadra cercavamo un giocatore che potesse integrarsi bene con giocatori interni ed esterni, che garantisse fisicità, atletismo, propensione al rimbalzo offensivo e poter giocare assieme a Brkic e a Lestini. Il ragazzo si è subito reso molto disponibile: è sì un rookie, ma inserito in un gruppo di spessore e caratura morale».
Parliamo di Rush?
«Volevamo compensare l’affacciarsi al mondo professionistico di Rhett con un giocatore esperto come Rush, che ha avuto esperienze di alto livello in Italia (a Varese e l’anno passato a Reggio Calabria; ndr). Rush darà freschezza atletica, difenderà su almeno quattro avversari. Caratteristiche che si sono aggiunte a quelle morali, tecniche e fisiche di Ibarra, Bucci, Brkic, Lestini e Losi. C’è voglia di provare delle emozioni, che vogliamo regalare al nostro pubblico: questi giocatori sono giusti per questo obiettivo».
Lunedì si comincerà a lavorare. Emozionato?
«Non si può quantificare: ci sono molte emozioni, il desiderio di regalare al nostro pubblico qualcosa è molto forte e importante. Il fatto di avere questi giocatori è un qualcosa in più che mi spinge ad andare con ancora più motivazioni in palestra. Per me c’è qualcosa di più, sotto: l’amore che ho provato sempre per la Pallacanestro Ferrara. Avrò un argentino, un americano-svedese, alcuni Ebeling: a livello di ricordi (Ibarra come Farabello e Rush come Nnamaka; ndr) ci siamo, adesso bisogna costruire una nuova pagina. E i giovani avranno in tutto ciò un ruolo fondamentale».
A chi dice che la squadra è troppo corta, cosa risponde?
«Lo sapevamo dall’inizio. Credo che sia fondamentale essere realisti e fare il meglio che si può fare con ciò che c’è. Anche in partita i giovani avranno alcuni minuti importanti. Essenziale è sapere che questi saranno i giocatori, facendo le cose giuste per vincere il maggior numero di gare possibili. Quando sai ciò che vuoi, sai anche come ottenerlo».
Lorenzo Montanari
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