Spal, il ko a tavolino fa male
Mattioli dopo il caso-Finotto: «Il ragazzo non ha colpe ma qualcuno ha sbagliato e pagherà»
FERRARA. Aria distrutta. Toni pacati. Propositi fermi. Nessuna ricerca di una qualsivoglia scusante. La garanzia di duri provvedimenti interni nei confronti di chi ha sbagliato. Walter Mattioli, presidente della Spal, alle 11.30 in punto di ieri è apparso in conferenza stampa per spiegare come il club biancazzurro sia potuto cadere nell’errore di schierare Mattia Finotto (che doveva scontare una giornata di squalifica) in Coppa Italia Tim prima con il Rende poi con il Catania. Se la società calabrese non si era accorta della posizione irregolare dell’attaccante spallino, così non è stato per quella siciliana, che ha immediatamente presentato ricorso vedendolo accolto: il giudice sportivo, come noto, ha dato partita persa 3-0 a tavolino alla Spal, vanificando così la vittoria per 1-0 ottenuta sul campo ed inficiando la conseguente qualificazione per il terzo turno eliminatorio della manifestazione. A sfidare il Cesena, quindi, sarà proprio il Catania.
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«Ci spiace, abbiamo sbagliato, chiediamo scusa». Mattioli ha esordito così. Poi è sceso più nel dettaglio: «Martedì verso le 12 sono stato avvisato della presenza di un preavviso di reclamo da parte del Catania. Non capivo. Poi ne ho appreso il motivo. Finotto, chiaro, non poteva giocare. Ma lui non ha colpe. Quando lo acquistammo, nell’estate del 2014, ci disse subito dell’espulsione e della conseguente squalifica rimediata col Monza in Coppa Italia Tim nell’agosto 2013 contro l’Avellino. Il fatto è che lui ed il Monza ritenevano che la squalifica fosse stata scontata perchè il ragazzo non era poi stato messo a referto contro il Renate nella prima partita di Coppa Italia Lega Pro disputata lo stesso anno dai brianzoli. Ma i regolamenti prevedono che un giocatore non possa “purgare” la pena in una competizione diversa con la stessa società nella stessa stagione. Mentre sarebbe bastato che l’anno scorso Finotto fosse stato fuori dalla nostra prima gara di Coppa Italia di Lega Pro per estinguere la sanzione, ed invece così non è stato: l’abbiamo sempre messo a referto e ci siamo trascinati il problema fino appunto a Catania... Certo mi chiedo come una società come quella siciliana, alle prese con tutti i problemi che ben conosciamo, possa aver saputo della posizione irregolare di Finotto. Ma non è una scusante per noi, sarebbe stato sufficiente controllare tutti i tabulati, anche quelli della Lega di A e di B (che Finotto fosse squalificato era ben chiaro sul comunicato della Tim Cup; ndr). Forse il Catania l’ha fatto, anche se qualcuno mi dice che ha ricevuto una soffiata da chi vuole male alla Spal... Ma non è un alibi».
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Mattioli è amareggiato: «Mi duole che questa vicenda possa dare l’immagine di una società disattenta, quando invece lavoriamo giorno e notte. Abbiamo controllato per filo e per segno la posizione disciplinare di tutti i neo-acquisti, purtroppo non l’abbiamo fatto per i giocatori che erano qui già l’anno scorso, convinti ovviamente che fosse tutto in regola. E’ stato un errore che ora paghiamo a caro prezzo, e mi dispiace per la proprietà, per i tifosi, per la squadra e mister Semplici. Simone Colombarini è arrabbiatissimo, e il tecnico l’ha presa molto male. Dovrò fare in modo che i giocatori non escano troppo turbati da questa vicenda, dopo (nel pomeriggio di ieri; ndr) parlerò con loro».
Poi Mattioli ha rimarcato: «A rispondere dei fatti, qui, sono io, ma qualcuno dovrà pagare l’errore commesso. Ognuno di noi ha dei compiti, e chi al nostro interno è preposto a monitorare tali situazioni subirà duri provvedimenti. Dovrò rivedere qualcosa nella nostra organizzazione. E’ stato un errore gravissimo, non ho dormito tutta notte. Ma abbiamo un futuro importante, in campionato faremo ottime cose».
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