Peretti argento mondiale Il Cus in festa con l’Italia
Canottaggio. In Brasile la rassegna iridata under 18 parla anche ferrarese Delusione per l’otto con di Balboni, ai piedi del podio per 76 centesimi di secondo
FERRARA. Un anno di sacrifici in sei minuti di gara dall’altra parte del mondo contro avversari sconosciuti. È tutta qui la vita di una canottiere di livello mondiale, e se si pensa ai chilometri macinati in allenamento davanti ai soli 2000 metri di una finale mondiale, remare vuol dire fare un patto con il destino, che può regalarti la gioia o la delusione in pochi fotogrammi di un replay.
Lo scenario è il bacino di Copacabana, Rio de Janeiro, un immenso cantiere a soli dodici mesi dalle Olimpiadi. I protagonisti ferraresi sono Riccardo Peretti e Giovanni Balboni, volati in Brasile per sognare un podio iridato ai World Rowing Under 18 Championship.
Il primo a scendere in acqua è Balboni, la bandiera del Cus Ferrara, che venerdì affronta il primo scoglio delle batterie sull’otto con timoniere, la barca più spettacolare del lotto. Chi vince va in finale, gli altri ai ripescaggi, e la Germania nella prima serie ha staccato tutti spezzando la schiena a Olanda e Gran Bretagna. Gli azzurri hanno contro la corazzata statunitense, che al via, con una manovra scriteriata come gettare sterpaglie sul fuoco, si lancia al massimo dei colpi verso la testa della gara. La lucidità di Balboni e compagni permette loro di rientrare in gara e d’ingaggiare la lotta finale per guadagnare un posto all’ultimo atto. Testa a testa, ed è il primo fotofinish a sancire la vittoria dell’Italia, che avrà un giorno in più per riposarsi in vista della finale di domenica.
Dopo pochi minuti tocca a Riccardo Peretti, cussino da pochi mesi, che sale sul suo quattro con campione d’Europa in carica, ma con la formazione nuova per tre quinti e tutte le incognite del caso. Incognite spazzate via nelle eliminatorie: la barca vola fino al primo posto, Gran Bretagna e Usa decidono di risparmiare il fiato per i ripescaggi.
Il giorno delle finali, il giorno del destino che può regalarti la gioia o la delusione, la tensione è altissima, ma la concentrazione resta massima. Tocca, come da programma, ancora prima a Balboni, su un otto che sa come si vince ma deve dimostrarlo. Al via dei semafori gli Usa buttano ancora sterpaglie sul fuoco partendo fortissimo, ma questa volta Germania e Gran Bretagna provano a rimanere in scia, mentre Olanda e Italia fanno il loro ritmo rimanendo indietro. A metà gara gli Usa fanno meno paura e l’Olanda prova a rilanciare alzando il ritmo. A 500 metri dall’arrivo sono ancora tutti in linea, inizia la gara dell’Italia, e si scatena una lotta che fa capire al pubblico, in piedi sulle tribune, che sta per succedere l’impensabile. L’Olanda vince con due secondi di vantaggio su tre suoni di sirena in meno di un secondo. Il silenzio che precede il secondo fotofinish è una mannaia sui sogni degli azzurri, che vedono alzare le braccia prima agli statunitensi e poi ai tedeschi. A Giovanni Balboni e compagni è toccata la delusione di un quarto posto a 76 centesimi da un podio mondiale.
Il verdetto brucia, ma non c’è tempo per recriminare: tocca a Peretti, che deve caricarsi per portare a Ferrara una medaglia. Al via della finale mondiale del quattro con la Germania parte forte e si porta dietro una stupenda Turchia, che si era nascosta finora, e la nobile decaduta Australia, che ritorna a mordere dopo anni di silenzio. A metà gara rientrano, come da copione, anche gli azzurri, che hanno deciso di lasciare ad altri la prima battaglia per entrare in partita nel secondo tempo, un ritmo agile che li porta fino a pochi metri dalla Germania, che, nonostante la grande fatica, tiene la testa. Rilancia la Turchia e rinvengono dal nulla gli Usa, al traguardo sono i tedeschi a far suonare la sirena per primi. Dopo due secondi, ancora tre squilli ravvicinati. E ancora lo stesso assordante silenzio. Il destino, per Riccardo Peretti, questa volta ha deciso di regalare gioia, il terzo fotofinish regala la medaglia d’argento e l’estasi di poter cantare l’inno sotto la bandiera italiana.
Perché remare vuol dire fare un patto con il destino, e un anno di sacrifici porta la gioia di una medaglia d’argento mondiale al Cus Ferrara Canottaggio con Riccardo Peretti, una prova magistrale che chiude il suo percorso Under 18 in Brasile con il titolo di vicecampione del mondo, e la delusione di un quarto posto per Giovanni Balboni, più giovane di un anno, che ha già il dente avvelenato per un 2016 dove la voglia di salire su quel trono mondiale sarà ancora più viva.
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