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«Esperienza e americani Una Bondi da play off»

«Esperienza e americani Una Bondi da play off»

Basket A2. Lestini ritorna in città e fa le carte alla stagione biancazzurra «Dopo l’infortunio pensavo di smettere, invece mi sono rilanciato»

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FERRARA. Per Federico Lestini è stata un’estate bella piena. Dal possibile, ma mancato, approdo alla Fortitudo Bologna (ricordate le polemiche con la Fossa dei Leoni?), al ritorno a Ferrara dopo dieci anni. Avrà un ruolo da protagonista nella nuova Bondi del coach Alberto Morea.

«L’anno passato è stato positivo - dice l’ala abruzzese -, una stagione che mi ha rimesso in carreggiata dopo qualche annata in ombra, anche considerati gli infortuni che ci sono stati. A Scafati ho trovato l’ambiente perfetto per riprendermi, con molta gente appassionata, un gran presidente che mi ha dato l’occasione di ritornare, e con un coach, Alex Finelli, che mi ha dato la possibilità di tornare in luce».

Adesso, il ritorno a Ferrara.

«La voglia è tantissima, anche perché torno in un posto dove sono già stato benissimo. I partecipanti all’annata ferrarese precedente ricorderanno tutti quella stagione bellissimo: ritornare a Ferrara mi dà uno stimolo in più».

A Ferrara riabbraccerà coach Alberto Morea e alcune persone che la conoscono bene. Come ha già detto David Brkic, anche a lei parrà di essere andato via ieri...

«Rivedere Alberto Morea, il “Baffo” (il factotum Claudio Mandosso, ndr) e altri chiaramente mi fa pensare di ritornare a casa. Rivedere quelle facce non sarà una sorpresa, anzi, sarà una cosa davvero molto gradita».

Che annata dovrà essere per lei questa?

«Una stagione in più di concentrazione e di lavoro, ma anche di passione. Potevo smettere di giocare dopo un anno a Pescara con amici in Serie C. Invece la grande passione che ho per questo sport mi ha portato a crederci ancora, fortunatamente ho avuto la possibilità di ritornare a giocare seriamente. Ogni anno in cui giocherò, dopo quello in cui avevo pensato di smettere, beh, sarà un anno dove metterò il 150%: chiudere con un infortunio al ginocchio sarebbe stata una cosa molto brutta. Ce la metterò tutta, a maggior ragione per Ferrara, posto che mi ha dato già molto».

Con un ruolo già scritto, il cambio per Rush e Rhett: che dire degli americani della Bondi?

«Prendere un giovane e un esperto è una cosa ottima, anche perché possono interfacciarsi bene. Rush non lo scopro io, acquisto azzeccatissimo, mentre Rhett è esuberante e giovane, altra ottima mossa. Dal canto mio cercherò di portare un po’ d’esperienza, giostrandomi fra i ruoli di ala piccola e ala forte, cosa ideale per me. Anche quando giocheranno Rhett e Brkic assieme saranno difficili da marcare».

Al di là degli stranieri, che Bondi è nata?

«Spero che ci considerino vecchi - sorride Lestini -, ma non vedo molta vecchiaia. A Scafati ci consideravano vecchi e abbiamo vinto 12 gare su 15 quando non dovevamo essere molto freschi. Dico che l’esperienza dev’essere un valore aggiunto, in una lega dove ci sono dei giovani, atletismo e corsa sono importanti, ma saper giocare a basket, riconoscendo le situazioni, forse è pure meglio».

Obiettivo play off?

«Inutile nascondersi, uno punta l’obiettivo più grande che c’è e i play off sono la fine del lavoro di un anno. Bisogna vedere come si farà gruppo e come comincerà la nuova stagione. Credo che ci siano i presupposti per puntare ai play off, non credo che sia presuntuoso».

Lorenzo Montanari

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