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La prima Bondi è piena di fiducia

La prima Bondi è piena di fiducia

Basket serie A2. I biancazzurri vogliono una stagione da protagonisti

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FERRARA. Il primo giorno di scuola ha portato nel bollente catino del Pala Hilton Pharma i soliti noti. D’accordo, non moltissimi, comunque desiderosi di salutare i nuovi beniamini della Bondi che, adesso, aspetta di abbracciare Erik Rush e MJ Rhett e, a meno di clamorosi sviluppi, dovrebbe aggiungere un giovane lungo (potrebbe essere Lucio Salafia, di cui parliamo a parte). Al “palace” facce rilassate e sorridenti, a cominciare da quella del diesse biancazzurro, colui che, assieme a coach Alberto Morea ha costruito la nuova, è proprio il caso di dirlo, Bondi.

«È stata un’estate impegnativa - conferma John Ebeling -, i motivi li sappiamo tutti. La squadra è più doppio passaportata che altro, a noi piace, adesso il nostro augurio è che renda come avevamo in testa. Roster corto? Abbiamo aggregato Lucio Salafia: potrebbe essere un aiuto se ci mettiamo d’accordo. Non abbiamo dei giocatori vecchi, anche perché non abbiamo nessuno che non si senta più di andare avanti, abbiamo gente carica. Ci vorrà tempo, forse siamo corti, ma ho piena fiducia».

David Brkic è approdato alla Bondi con l’obiettivo di essere fra i centri maggiormente dominanti dell’A2: «Bella emozione - le prime parole -, primo giorno qua, in un campo non nuovo per me: è sempre un piacere ritornare. Fra di noi c’è già un bel feeling, anche perché fra noi italiani ci conoscevamo già, adesso aspettiamo Rush e Rhett. Almeno all’inizio noi lunghi dovremo fare gli straordinari, dopo di che aspettiamo gli stranieri, ma non è un problema: fondamentale è cominciare a lavorare tutti assieme. Il girone? Brescia e Verona paiono più avanti».

Altro assoluto protagonista biancazzurro dovrà essere Ryan Bucci: «C’è grande voglia di mettersi assieme ai compagni di squadra - dice l’ex Ferentino -, comincia un’avventura nuova, belle sensazioni che, finchè le hai, significa che puoi continuare a giocare. Avere una compagine di leader non lo vedo come un problema: siamo esperti, abbiamo molto da insegnare ai giovani, allo stesso tempo abbiamo pure molto da imparare. Più attaccanti? Per me stesso sono d’accordo, alla fine ce la faremo a giocare su entrambi i lati del campo, anche gli stranieri ci daranno la freschezza atletica che forse ci manca: creiamo questo bel mix».

Ecco il play Jordan Losi: «L’idea è bella - dice l’ex Mantova e Tortona -, l’atmosfera è ottima, anche perché questo è un posto dove da molti anni si gioca a basket, così non bisogna spiegare niente a nessuno: per un giocatore significa essere già a proprio agio. Per me è perfetto. Il livello è altissimo, affronto un campionato che non ho mai fatto, ci sono un sacco di gare con atmosfere belle toste e palazzetti belli pieni, che piacciono a tutti. Appuntamenti belli da vivere. Sono venuto qua sapendo di cominciare dalla panca, conoscere il proprio ruolo è fondamentale, so ciò che dovrò fare per la squadra. Il fatto di essere corti è un problema fino a che non lo useremo come un nostro vantaggio: fra di noi non ci saranno delle guerre, tutti avranno minuti per dimostrare il proprio talento».

Chiusura con Matias Ibarra: «Dovrò far giocare la squadra, pronto a prendermi questa grande responsabilità. L’esperienza è un’arma a nostro favore, certamente non un aspetto negativo. Con questa andremo avanti. Coach Morea dovrà gestire il nostro minutaggio, abbiamo molta voglia di vincere e supererà la stanchezza nei momenti difficili. L’importante è restare uniti. Obiettivo play off? Dovrà essere quello minimo».

Aggregati al gruppo i giovani Bianchini, Ebeling, Ghirelli e Verrigni.

Lorenzo Montanari

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