Caroldi lancia la Tramec «Squadra molto forte»
Basket serie B/M. Il play è tornato nella “sua” Cento dove era esploso nel 2002 «Sento miei questi colori. Ci sono i presupposti per un campionato di alto livello»
CENTO. Mattia Caroldi è tornato a casa. Cento, per il playmaker mestrino dalla mano sinistra terribile, è infatti una seconda casa, visto che venne lanciato dalla Benedetto nel 2002 quando era una giovane promessa. Ora vive a Crevalcore, a pochi chilometri da Cento, dove è tornato per aiutare la Tramec a puntare in alto, magari a coronare il sogno:
«E’ stata una trattativa molto veloce - spiega con sincerità Caroldi -; sono stato contattato da Pulidori e non ho esitato un istante ad accettare. Sento mia questa maglia, questi colori. Sto ritrovando le stesse persone che ho conosciuto all’inizio della carriera, alla conferenza stampa di presentazione ero emozionato».
Mattia ripercorre il viaggio che lo ha portato su tanti parquet spesso da protagonista:
«Difficile dire in tutti questi anni quale sia stato il mio rendimento più alto, forse il primo anno ad Imola in serie A ho dato il meglio di me. Mi impegno sempre tantissimo, mi alleno sodo, poi non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Più volte ho avuto modo di giocare in squadre molto forti, poi durante l’anno i risultati non sono stati pari alle attese. Cosa è successo in Fortitudo? E’ stata un occasione, per un po’ le cose sono andate bene, poi no (eliminata al primo turno play off proprio dalla Tramec; ndr): secondo me le aspettative erano troppo alte».
Viene da una mezza stagione giocata a Matera (fino a gennaio si è allenato proprio con la Tramec), fisicamente sta bene: «Mi sono allenato tutta l’estate - continua Caroldi -; in questi primi allenamenti ci stiamo conoscendo ma è inutile nasconderlo: questa è una squadra molto forte, il gruppo è nuovo e va messo assieme, però i presupposti per disputare un campionato di alto livello ci sono tutti».
Chi parla di 30’ di esperienza, chi 20’ di qualità, chi addirittura di meno. Il fatto di avere come colleghi di avventura altri due registi (Demartini e Contento) non lo spaventa: «Sarà la nostra arma vincente. Tutta la squadra è composta da giocatori in grado di ricoprire più ruoli. Siamo profondi, due o tre playmaker non rappresentano un problema. Abbiamo ambizione, vogliamo andare avanti, per giocare tante partite ci vuole la panchina lunga e noi l’avremo».
Simone Gagliardi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
