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Andreaus spiega lo spirito della Tramec

Andreaus spiega lo spirito della Tramec

Basket serie B/M. Il neo-acquisto non ha dubbi: «Con un gruppo unito si raggiungono traguardi importanti»

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CENTO. Le strade di Andreaus e della Tramec si sono sempre incrociate; avversario temibile, giocatore enigmatico per il ruolo in campo, atipico per un ragazzone alto, in grado di colpire a ripetizione dalla distanza, anche da tre punti. Nell’ultima apparizione contro la Benedetto di male ne ha fatto davvero tanto. Giocava a Lecco, mezza stagione, inserito solo in corsa nel gruppo lombardo; quel tanto che è bastato per dare il colpo del ko alla Tramec che aveva dominato il campionato al termine di una serie play off che in pochi dimenticheranno:

«Avevamo la mente sgombra, senza pensieri - attacca Andreaus - l’unico nostro obiettivo era vincere in casa e portare la serie a gara 3 contro la squadra che aveva vinto la stagione regolare. Senza nulla da perdere ogni cosa veniva da sè. Si giocava quasi per divertimento, Cento aveva pressione, la tensione era evidente. Adesso si volta pagina, sono qui e voglio lavorare con questo gruppo per raggiungere obiettivi importanti, non fatemi dire quali. La società non ci ha chiesto nulla, noi in campo però sappiamo benissimo quello che vogliamo».

Il primo approccio con Cento pare positivo, la prima settimana di lavoro è alle spalle, per cementare il gruppo però ci vuole tempo: «Impressione buonissima, per tutto. Alcuni giocatori già li conoscevo di persona, De Martini, Infanti. Quasi tutti gli altri li ho avuti come avversari. E poi c’è il “Benfa” con cui ho un rapporto che va al di là della pallacanestro giocata. Di Cento ricordo benissimo il pubblico, caldo, sempre pronto a sostenere la squadra. Ho una bella impressione, questo è un’ambiente dove si può lavorare bene».

Andreaus e Benfatto sono stati incoronati uomini immagine della squadra nella locandina appesa in ogni angolo della città per ricordare la stagione ormai alle porte: «Se devo essere sincero se ci deve essere un uomo immagine quello è “Benfa” - continua Andreaus - è un super giocatore, vi accorgerete che con questa categoria non c’entra niente. Penso che l’idea di mettere sulla locandina l’istantanea mia e di Benfatto voglia rappresentare l’amicizia che regnerà nel gruppo. Solo con un gruppo unito si raggiungono traguardi importanti».

Andreaus spiega quanto ha influito la sua pressione su Benfatto per gestire il biancorosso: «Non so quanto determinante sia stata, però è evidente che ci siamo sentiti spesso. Lui è rimasto colpito dal progetto che gli ha esposto Pulidori. Aveva richieste anche più importanti, ma lontano da Padova. Voleva restare abbastanza vicino a casa. Io avevo già firmato, ci ho messo del mio per convincerlo, per fortuna ha scelto Cento».

Andreaus è un secondo lungo; giocatore duttile, può giocare anche da ala piccola. Se utilizzato in questo ruolo Cento può avere un quintetto altissimo: «Mi adatto a qualsiasi ruolo, posso giocare sia da ala grande che da ala piccola a seconda delle esigenze. Col trascorrere degli anni ho un po’ perso la brillantezza nel giocare lontano da canestro; in serie B oggi l’ala è quasi un esterno».

Per la Tramec e per le difese avversarie la sua duttilità è senz’altro un’arma in più. Sul campionato idee chiare: «Non c’è solo Forlì, il livello in questo girone è molto alto, temo anche Rimini e la solidità delle toscane».

Simone Gagliardi

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