Il volley ferrarese ricorda “Gepy” Brondi
FERRARA. Un protagonista della pallavolo ferrarese. Magari silenzioso, ma una presenza che si è sempre sentita. Si è spento Gian Paolo Brondi, Gepy per tutti, collaboratore prima e poi semplice...
FERRARA. Un protagonista della pallavolo ferrarese. Magari silenzioso, ma una presenza che si è sempre sentita. Si è spento Gian Paolo Brondi, Gepy per tutti, collaboratore prima e poi semplice appassionato del volley.
Luciano Bratti, presidente del comitato Fipav di Ferrara: «Chi ha qualche anno come me - dice Luciano, che da un po’ ha passato l’ottantina - se lo ricorda come il segretario, la persona che teneva in piedi il comitato di Ferrara prima che arrivassi io a presiederlo. Allora era presidente Squarzanti, ma Brondi era quello che si occupava di tutta la burocrazia: per esempio, c’era d’apporre il timbro del comitato su ogni cartellino... Negli ultimi tempi lo vedevamo di rado in sede: s’interessava soprattutto di beach volley femminile».
Da Piombino, dove ora risiede, Emma Zanolla, ultima giocatrice ferrarese a calcare i campi di serie A, fa giungere il suo saluto a Gepy: «Tanti ricordi mi legano a lui fin dai primi anni in cui ho iniziato a giocare. Le innumerevoli partite che è venuto a vedere, facendosi chilometri e chilometri con tutti i mezzi possibile, il ritorno spesso in macchina insieme e le tante chiacchierate. La sua competenza riguardo la pallavolo che a volte stupiva anche chi pensava di saperne tanto. I tanti regali che mi faceva col cuore e le telefonate ricorrenti. Mancherà a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».
Anche Massimo Calabresi, ex coordinatore provinciale per l’educazione fisica e sportiva del Provveditorato agli studi, lo ricorda con commozione: «Una brutta notizia. Tanti anni fa, quando allenavo la Pgs, Gepy non mancava mai a un allenamento ed era il segnapunti ufficiale. Quando si festeggiava il compleanno delle ragazze era presente con la solita discrezione. E quando compiva gli anni lui, arrivava con torta e spumante».
Oggi, alle 16 al Famedio della Certosa, l’estremo saluto.
(r.z.)
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