Spal, oggi i calendari senza senso
Lega Pro. Il Coni accoglie il ricorso del Seregno: il 3 deciderà se ripristinare il format a 60 squadre
FERRARA. Siamo al caos più totale. All’incertezza assoluta. Ai ricorsi in serie. Di conseguenza: non si sa quando inizierà il campionato, e con quante squadre.
La scadenza odierna
Di sicuro (vien da ridere...) c’è che oggi alle 11 a Firenze la Lega Pro diramerà i calendari della stagione 2015/2016. Con X (nel girone A: Forlì?), Y (nel B: Gubbio?), W e Z (nel gruppo C: Catania e Monopoli?). Che senso abbia - alla luce degli ultimi fatti, che poi esporremo - procedere con i calendari (oltretutto incompleti a livello di squadre), non lo capiamo. Ma il commissario Miele resta convinto che il campionato parta regolarmente il 6 settembre. Una sicurezza che cozza con le decisioni prese ieri dal Coni. Tant’è, la Spal ed i suoi tifosi per il momento attendono il calendario odierno.
Via ai processi d’appello
Le lettere dell’alfabeto, nei gironi e nei calendari (provvisori) dipendono dall’attesa delle sentenze d’appello dei processi sportivi che si terranno oggi - a partire dalle 14.30 - e domani a Roma e che dovranno confermare o meno la retrocessione del Catania in Lega Pro, del Teramo e del Savona in D, della mancata responsabilità diretta a Torres e Vigor Lamezia, e delle conseguenti riammissioni (o no) dell’Entella e dell’Ascoli in B e di Gubbio, Forlì e Monopoli in Lega Pro.
Oggi il primo dibattimento riguarderà il Catania; alle 16 toccherà a Teramo e Savona. Domani a Torres e Vigor, contro la cui “assoluzione” ricorre la Procura federale che chiedeva e chiede la retrocessione in D. Le sentenze dovrebbero arrivare sabato, domenica al massimo. Questo perchè lunedì il Consiglio Federale sarà chiamato a procedere con i ripescaggi, o riammissioni. Ciò non toglie che gli interrogativi restino molteplici.
Già, perchè il problema è (anche, o soprattutto) un altro. E che problema. Ieri, infatti, il presidente del Collegio di garanzia del Coni, Franco Frattini (politico, magistrato, ex ministro degli Esteri), ha ritenuto ammissibile il ricorso del Seregno (che chiede il ripristino del format a 60 squadre per la Lega Pro, anzichè l’attuale a 54), proposto tramite l'avvocato Di Cintio, e ha fissato come data dell'udienza giovedì 3 settembre.
Avvio, rischio posticipo
Se il ricorso della società lombarda venisse accolto (e la decisione di ieri può già essere interpretata come un passo in tal senso, anche se è meglio non sbilanciarsi) è evidente che l’inizio del campionato - al momento previsto per il 6 settembre - verrebbe posticipato, e che andrebbero totalmente riformulati sia i gironi che i calendari. Non è tutto, perchè ieri anche il Taranto si è accodato al ricorso del Seregno al Coni, presentandone a sua volta uno analogo, ribadendo - come hanno fatto i brianzoli - che il format a 60 è stabilito dalle «normative di settore, che hanno carattere vincolante».
Seregno e Taranto chiedono l’ammissione, al pari di Monopoli, Viterbese, Sambenedettese e Fondi che hanno presentato domanda. In teoria la Lega Pro ne dovrebbe scegliere una sola (il Monopoli) per sostituire il Castiglione, rinunciatario, ed arrivare a 54 squadre. Ma se il Coni imporrà il ritorno a 60 squadre, allora dovrebbero entrare tutte, oltre ad una tra Messina, Aversa Normanna e Pro Patria come 60ª.
Tutto ciò al netto delle sentenze d’appello della giustizia sportiva, ovvio.
In attesa che qualche società faccia un ricorso per essere ammessa... dalla Prima Categoria direttamente in Champions League, non ci resta che aspettare il giorno 3. Assistendo al continuo degrado del calcio italiano, al cui peggio sembra non esserci davvero fine.
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