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Txt Cus Ferrara al lavoro Ma Rubbi lascia l’incarico

Txt Cus Ferrara al lavoro Ma Rubbi lascia l’incarico

Rugby serie B. Ieri la ripresa, con l’allenatore che rinuncia per motivi di famiglia Al comando resta Marzanati. Secco intanto non dà la disponibilità a giocare

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FERRARA. Primo raduno per la Txt Cus Ferrara rugby. Ieri sera alle 19 la squadra maggiore della pallaovale ferrarese si è ritrovata al Trevisani per una sgambata, un po’ di gioco al tocco ed un terzo tempo sui campi; un inizio soft più che altro per i saluti. Da lunedì si inizierà a fare sul serio.

A fare gli onori di casa il direttore sportivo Lorenzo Tosini che ha ricordato l’importanza della stagione in arrivo. Ferrara è stata confermata nel girone veneto della serie B, quello più difficile e di alto livello con parecchie formazioni cadette, le seconde squadre di team di Eccellenza. Servirà partire forte anche per recuperare il gap di 4 punti di penalizzazione imposto dalla federazione.

Qualche faccia nuova al primo raduno, ma anche qualche assenza evidente, come detto in fase di presentazione. A squassare l’ambiente è arrivato però l’annuncio di Jacopo Rubbi, tecnico della Txt, che per motivi esclusivamente familiari lascia Ferrara e la squadra trasferendosi a Parma. Sicuramente un duro colpo per gli equilibri societari, anche per la tempistica dell’avvenimento, ma con un assestamento interno (alla guida resta solo Marzanati) lo scoglio sarà superato. Contestualmente è arrivata la non disponibilità come giocatore da parte di Stefano Secco, il sandonatese con oltre 100 presenze in Eccellenza dimostratosi lo scorso anno guida ottimale per la linea arretrata cussina. Secco si è detto però disponibile a seguire come tecnico i trequarti in caso di necessità, ma la speranza è che a stagione avviata gli torni la voglia di scendere in campo.

Rubbi, dicevamo. La famiglia prima di tutto, soprattutto se a far da contraltare c’è uno sport dilettantistico, una passione che certo non ti da da mangiare. Ed in quest’ottica va vista la decisione di Jacopo Rubbi di lasciare la squadra ad un passo dall’imminente stagione per trasferirsi appunto a Parma per raggiungere la moglie che lavora là.

«E’ una decisione esclusivamente di ambito familiare - dice il tecnico - il rugby non c’entra. Dopo la passata annata sportiva vissuta a distanza abbiamo capito che non si poteva andare avanti ancora e non appena assestata anche la mia situazione lavorativa (a Bologna; ndr) abbiamo deciso. Mi hanno fatto piacere la reazione ed il supporto della dirigenza e dell’ambiente quando ho comunicato la mia scelta. Ero imbarazzato per via della tempistica non ottimale per la società, però mi hanno tranquillizzato e per il mio morale è stato un toccasana. Il Cus è casa mia, lo è sempre stato e sempre lo sarà».

«Per Rubbi la porta è sempre aperta - dice il responsabile di sezione Claudio Trombetta -. Condivido la scelta. E’ scelta di famiglia, di vita e il rugby, questo rugby soprattutto, non la deve influenzare». (d.c.)

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