Morea: «La squadra è in rodaggio e ha bisogno di giocare»
FERRARA. A differenza della Bondi, priva di Rhett, sabato al PalaDozza l’Eternedile si è presentata al test match completo e ben rodata, aggressiva fin dalla palla a due. Alla chiusura dell’empasse...
FERRARA. A differenza della Bondi, priva di Rhett, sabato al PalaDozza l’Eternedile si è presentata al test match completo e ben rodata, aggressiva fin dalla palla a due. Alla chiusura dell’empasse iniziale (-12 al 4’), i biancazzurri rientrano, come del resto dall’8-0 del 12’ al 25-24 del 20’. All’insegna dell’equilibrio pure i primi 4’ della terza frazione (8-5 al 24’), il tutto prima che la Fortitudo allunghi fino al 28-15 del 30’. Negli ultimi 10’ ecco la grande sete di rivalsa della Bondi, che conquista il mini tempo 16-20.
«Mi aspettavo una Fortitudo più avanti e una gara vera - dice coach Alberto Morea -, abbiamo giocato con bonus elastici e metri particolari: è molto utile tutto ciò che serve per arrivare alla prima di campionato, dove ci sarà un clima differente. L’obiettivo era andare avanti nelle difficoltà. Appena abbiamo messo a posto le cose, abbiamo fatto i nostri tiri. In difesa abbiamo chiuso l’area, adesso dobbiamo completare il lavoro di tagliafuori».
«Quando le gambe supporteranno la testa, beh, allora sarà tutto differente»: ecco il pensiero del tecnico biancazzurro, che guarda avanti, al quadrangolare a Cervia del prossimo fine settimana: «Anzitutto non era nelle mie intenzioni fare giocare Brkic per 30’, anche lui prenderà il ritmo giocando. Credo che per questa squadra sia fondamentale giocare, primo perché siamo nuovi, secondo perché abbiamo dei giocatori veterani che hanno bisogno di stare in campo per riprendere il ritmo fisiologico. Il completamento della settimana di lavoro andrà nella direzione di fare due buone gare a Cervia (contro Legnano, venerdì sera, la prima, ndr), con lo spirito che ancora di più dovrà crescere».
Messaggio finale? «Abbiamo fatto due settimane in cui abbiamo messo dentro un bel po’ di cose, adesso è ora di andare, di metterci le mani addosso e spingere, in questo è fondamentale il lavoro degli under, che hanno dimostrato di volerci mettere aggressività, anche se a Bologna sarebbero stati poco tutelati dall’arbitraggio». (l.m.)
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