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L’ALTRA INCOGNITA

Può tornare il format a 60 squadre

Può tornare il format a 60 squadre

La decisione verrà presa giovedì 3 dal Collegio di Garanzia del Coni

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FERRARA. Ad aumentare il clima di incertezza circa il volto e l’inizio dell’imminente (?) campionato di Lega Pro è la scadenza di giovedì. Il 3 settembre, infatti, il Collegio di Garanzia del Coni (presieduto da Franco Frattini, ex ministro degli Esteri) dovrà esprimersi circa il ricorso del Seregno che chiede il ripristino del format a 60 squadre.

La società lombarda si è affidata allo studio dell’avvocato Di Cintio, lo stesso che un anno fa fece portare la serie B a 22 squadre. Il ricorso, sulla scorta del caso-Novara, si basa sull’articolo 49 delle Noif (norme organizzative interne Figc), secondo cui il numero dei club che devono partecipare alla prossima Lega Pro è appunto fissato in 60, già che nessuna delibera è stata emessa dal Consiglio federale per modificare tale numero. Nel ricorso è anche stato chiesto di rinviare l’inizio dei campionati.

Al Seregno si sono accodate Taranto, Viterbese, Sambenedettese e Fondi: tutte hanno presentato domanda di ammissione (al pari del Monopoli, che di suo dovrebbe essere la 54ª squadra), con l’Aversa Normanna che di suo conta di essere il 60º club riammesso.

Se giovedì il Coni dovesse dare ragione al Seregno (e già il fatto di aver ritenuto ammissibile il ricorso rappresenta un indizio), allora è evidente che andrebbero riformulati tutti i gironi e tutti i calendari, ed il rinvio del campionato sarebbe inevitabile a dispetto di quanto afferma il commissario Miele, convinto che si possa e debba partire, limitandosi poi - nel caso - a recuperare le gare delle squadre riammesse. Che tra l’altro sono in netta maggioranza del Centro-Sud, quindi è chiaro che i gironi necessiterebbero di importanti modifiche.

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