Ritorno a 60 club? Il Coni decide oggi
Il Seregno vuole il ripristino del vecchio format e il blocco dei tornei
FERRARA. Oggi a Roma il Collegio di Garanzia del Coni presieduto da Franco Frattini (magistrato ed ex ministro degli Esteri) si esprimerà in merito al ricorso del Seregno. Il verdetto può cambiare il volto della Lega Pro, e pure ritardarne l’avvio.
La questione è nota. La società lombarda, in soldoni, ha chiesto che venga ripristinato il format a 60 squadre, ritenendo illegittima la decisione della Figc di ridurre il numero a 54 club, contrariamente a quanto previsto dalle Noif (normative organizzative interne della Federcalcio). Il Seregno, naturalmente, mira ad essere tra le sei riammesse se il suo ricorso venisse accolto, ed ai brianzoli si sono accodati Taranto, Sambenedettese, Forlì, Fondi e Viterbese. Il problema (o meglio, uno dei problemi) è che lo stesso Forlì, Gubbio, San Marino ed Aversa Normanna, retrocesse dalla Lega Pro della scorsa stagione, ritengono di avere più diritti delle altre reclamanti, nel caso di ripristino delle 60 squadre. Va anche detto che pure Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, ha ribadito con forza che il format della Lega Pro è quello a 60.
Oggi il Coni è quindi chiamato ad una decisione delicata, tra l’altro esiste il precedente dell’anno scorso, quando l’avvocato Di Cintio (rappresentante del Novara, e ora legale del Seregno in questa vicenda) ottenne la B a 22 squadre. Se il Collegio di Garanzia accoglie il ricorso del Seregno, il rischio è che venga bloccato l’inizio del campionato, in attesa della battaglia per la “scelta” delle sei società (ri)ammesse. Se invece l’istanza verrà bocciata, allora domenica si partirà regolarmente, col semplice posticipo (già deciso per mercoledì 16) delle gare che riguardano le squadre ammesse al campionato, o “condannate” allo stesso, dopo le sentenze d’appello del Tribunale Federale.
A quest’ultimo proposito, oggi il Coni dovrà pronunciarsi anche sui ricorsi di Teramo (retrocesso dalla B), Torres e Vigor Lamezia (condannate alla serie D) che hanno chiesto il blocco dei campionati e la riammissione ai tornei che considerano di loro competenza. Ricorsi cui si è aggiunto quello del Matera, che ritiene di aver maggior diritto dell’Ascoli ad essere ripescato in serie B.
Ultimo capitolo, ieri i sindaci di Teramo e di Sassari hanno a loro volta chiesto il blocco dei campionati.
Ah, dimenticavamo. Come scritto ieri, la Pro Patria (appena riammessa ed inserita nel girone A di Lega Pro) potrebbe non essere in grado di iscriversi, entro domani deve reperire la fideiussione da 400.000 euro per poi regolarizzare la propria posizione.
Benvenuti nel calcio italiano.
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