Match e festa per l’addio al rugby di Bernagozzi e Tamburrini
FERRARA. Una volta a poco più di 30 anni eri nel pieno della maturità sportiva, per quel che riguarda il rugby, soprattutto se giocato in mischia. Gli annali dell’ovale sono pieni di casi di...
FERRARA. Una volta a poco più di 30 anni eri nel pieno della maturità sportiva, per quel che riguarda il rugby, soprattutto se giocato in mischia. Gli annali dell’ovale sono pieni di casi di longevità, ma una volta il rugby non era così abrasivo e dispendioso, fisicamente parlando, come lo è adesso. Gli esempi come Mauro Bergamasco, l’azzurro più longevo di sempre, si contano sulle dita di una mano.
Sicuramente gli anni passati a prendere botte nel fango, unitamente ai fatti della vita, sono alla base del ritiro dall’attività di due senatori cussini, due alfieri della mischia estense, frutto del vivaio degli anni 80-90 e che hanno percorso oltre 20 anni di storia bianconera. Stiamo parlando di Gustavo “Gus” Bernagozzi e Mario “Tambu” Tamburrini.
Bernagozzi, classe 1984, ha iniziato a tenere l’ovale in mano a 10 anni sotto la guida dell’ex pilone Giovanni Piano, facendo poi tutta la trafila delle giovanili fino al debutto in prima squadra, avvenuto nel 2002 con Alessandro Zanella nell’anno della serie A. Era capitano nella stagione 2007, culminata con la promozione in B dopo il doppio confronto con la Primavera Roma. Ingegnere nell’azienda familiare, ha rallentato l’attività negli ultimi anni, scendendo in campo con la seconda squadra con immutato entusiasmo.
Tamburrini, classe 1981, ha avuto come primo allenatore Fausto Mariotti all’età di 8 anni. Anche per lui la trafila delle giovanili è culminata con il debutto in serie B contro il Conegliano, in una squadra dove convivevano per necessità quarantenni e sbarbatelli. In campo nei campionati 2007 e 2011 culminati con due promozioni, è stato il capitano dell’ultima stagione. L’essere medico a Pordenone non gli consente più di vestire il bianconero.
Se Bernagozzi di fatto è già dirigente del Cus, per “Tambu” sarà un vero distacco: «Di Ferrara - dice il giocatore - mi mancherà tutto: gli spogliatoi, i compagni, il semplice andare al Cus, che dopo tanti anni senti come casa tua».
Per loro è stata organizzata per oggi dalle 11 negli impianti cussini una vera festa, con tanto di match fra due formazioni non solo di vecchie glorie, con giocatori provenienti da club vicini ma che in passato hanno condiviso le sorti ferraresi. Alla fine l’immancabile terzo tempo.
Dario Cavaliere
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