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Spal, il Marco non si svaluta mai

di Paolo Negri
Spal, il Marco non si svaluta mai

Lega Pro. Il 34enne Cellini segna tre gol: travolta la Lucchese nella prima di campionato

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FERRARA. Un esordio con i fiocchi. Una serata perfetta almeno per il gioco ed il risultato. La Spal debutta in campionato nel migliore dei modi: 3-0 alla Lucchese, a cancellare lo 0-3 d'esordio dell'anno scorso con il Pontedera. Successo sacrosanto, strameritato, colto all'insegna della qualità di manovra, dell'intelligenza, della perseveranza. E dell'efficacia di un grande attaccante: Marco Cellini, il cui sapere calcistico non si svaluta nemmeno a 34 primavere. Il Marco resta una moneta calcistica fortissima. Decima vittoria stagionale per i biancazzurri, 10 su 10 tra amichevoli, Coppa e campionato. Tutto dopo i 13 risultati utili di fila dell'ultima annata. Basi solide e continuità, le premesse per divertirsi ci sono tutte. Cosa non è andato ieri? Solo gli infortuni, nota amara: Gentile e Mora out, si temono cose serie. Peccato.

Cellini preferito a Finotto, Di Quinzio recuperato, nuova numerazione in stile brasiliano (il 5 al regista davanti alla difesa, il 6 terzino sinistro, 2, 4 e 3 difensori centrali). La Spal si presenta così, scontato tutto il resto. Lucchese con l'ex anonimo terzino destro spallino Rosseti schierato come guastatore centrale, ma qui il livello è ben più alto, non è come giocare in D nel Poggibonsi. I toscani sono messi bene in campo, si vedono la mano di un buon allenatore e l'acume tattico di Mingazzini, ma la materia prima è globalmente scarsotta e le sponde ed il lavoro del centravanti Pozzebon non sono adeguatamente assistite.

La Spal? Contratta in avvio. Gara spezzettata, molti falli ospiti (sospetto rigore all'8' per un'entrata di Espeche su Cellini), specialmente ad opera di Fanucchi. Il merito dei biancazzurri è però quello di non scomporsi. Ordine e pazienza. Evidente il tentativo di giocare a calcio, a un tocco, palla a terra, con combinazioni avvolgenti. Lazzari e Mora mordono le rispettive corsie, Cellini davanti offre movimenti ed intuizioni da giocatore di livello superiore. Al 16' cross di Lazzari da destra, arriva proprio Cellini: il tempo dell'incornata è perfetto, la traiettoria appena alta. La Spal non trova spazi ma sa aspettare il momento propizio. Che arriva al 37', sviluppando una manovra provata e riprovata in allenamento, anche nelle partitelle "ombra" undici contro zero: Gentile per Cellini che avanza, temporeggia, entra in area, aspetta l'inserimento di Lazzari e lo serve, ricevendone poi l’assist dal fondo per il più comodo e preciso dei tocchi in rete. Spal sull'1-0, vantaggio più che legittimo. Con Cellini a sfiorare il raddoppio al 42' battendo col destro, in diagonale, dopo essere rientrato da sinistra.

Nella ripresa Lucchese con Calcagni al posto del deludente ex spallino Vita. All'8' Spal costretta a sostituire Gentile (infortunatosi nel finale del primo tempo, la sensazione è che possa aver “tirato” qualcosa magari causa i tacchetti piantati nel terreno) con Bellemo. Centrocampo più compassato, biancazzurri lucidi e precisi. Grandissimo gol al 13': azione avvolgente con sfera allargata a sinistra per Mora, cross telecomandato per il perfetto colpo di testa ravvicinato di Cellini a mandare il pallone sotto la traversa. L'immediata reazione della Lucchese sfocia nella botta di Calcagni prodigiosamente neutralizzata da Branduani, che poi concede il bis al 19' su Pozzebon. Nel mezzo, Spal obbligata a sostituire Mora, uscito in barella causa l'entrataccia di Benvenga, espulso per doppio giallo. La squadra di Semplici si ritrae un po', sbanda un paio di volte. Niente di che, intendiamoci, però il doppio vantaggio e l'uomo in più non autorizzano tale piccolo appannamento. Una cosa passeggera, cancellata dal 3-0 a chiudere i conti: corner di Di Quinzio, disturbo di Zigoni sul primo palo, pallone deviato e che passa per l'opportunista Cellini che sigla la sua magica tripletta.

Dentro De Vitis per Di Quinzio. Poi solo l'attesa del fischio finale. Tripudio. Stagione lanciata.

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