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Prima Categoria, il torneo delle emozioni

Prima Categoria, il torneo delle emozioni

Domani il via ad un campionato tra i più amati. Zucchini, presidente della Poggese: «Ma otto ferraresi è il minimo storico»

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FERRARA. Domani riparte uno dei campionati più amati della provincia. Da circa 50 anni a questa parte, la Prima Categoria tiene col fiato sospeso gli amanti del calcio dilettantistico. Riforma dopo riforma, è diventato punto di riferimento del movimento pallonaro della nostra zona e non solo. Già perché in Promozione ed Eccellenza si è sempre parlato di calcio a livello regionale, mentre quello più nostrano è sempre stato il campionato di Prima. Sarà così anche quest'anno, nonostante al via ci siano solo otto squadre su sedici.

«E' il minimo storico, che io ricordi - dice Evandro Zucchini, presidente dellaPoggese -, non ci sono mai state così poche ferraresi in Prima. E' sintomo dei tempi che corrono, sempre meno mezzi economici e volontari al campo. Non ci si poteva aspettare niente di diverso. Bisogna fare i conti con la realtà, per fare calcio a livello locale servono più investimenti sulle risorse interne, servono giocatori del luogo. Da qualche anno a questa parte è la nostra politica».

Già, perché da 24 anni la Poggese è una costante a queste latitudini pallonare:

«Il prossimo sarebbe il 25º anniversario, speriamo di poterlo festeggiare. Manca poco alle nozze d'argento, ma è già stato bello realizzare questo record».

Evandro Zucchini fa parte della Poggese fin dagli inizi degli anni '70 ed ha partecipato alla storica promozione in Prima categoria avvenuta al termine della stagione '90-'91:

«Fu uno degli episodi più belli della mia presenza in giallorosso. Ho ricoperto quasi tutti i ruoli, da due anni a questa parte, dopo aver fatto il direttore sportivo (oggi è l'ex giocatore Biavati; ndr) ho accettato di fare il presidente. Ma non sono uno di quei massimi dirigenti in grado di far fare il salto di qualità alla squadra, servono presidenti danarosi. Noi puntiamo sulle nostre risorse, cercando di portare in prima squadra sempre più ragazzi di Poggio Renatico, solo così potremo sopravvivere. Gli anni più belli sono stati quelli in cui ci siamo salvati, mentre i più brutti quando sono scomparsi ragazzi che hanno giocato qui; purtroppo, contiamo diversi decessi di nostri ex giocatori che hanno lasciato delle profonde ferite. Sono molto legato a tutti coloro che col proprio sudore hanno cercato di fare qualcosa per questa maglia e li ringrazio».

Il calcio, in oltre vent'anni, è cambiato e non poco. La Poggese ne sa qualcosa:

«In questi anni è cambiato tanto. Anzitutto il livello, per giocare in Prima una volta dovevi avere determinate caratteristiche tecniche e solo in pochi potevano permetterselo. Poi, l'entusiasmo dei ragazzi: qualche anno fa, giocare in Prima era un traguardo, adesso quasi una cosa scontata. E poi, l'attaccamento alla maglia, specialmente se era quella della squadra del tuo paese; adesso, i ragazzi tendono ad andare dove viene offerto loro di più come rimborso spese».

E poi c'è il derby, l'unico rimasto in Prima a livello Comunale:

«Sentiamo molto quello col Gallo, a cui faccio i complimenti. I nostri “cugini”, pur in rappresentanza di una piccola realtà, riescono a stare in categorie importanti».

Corrado Magnoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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