La Spal con il Rimini cerca conferme
Test molto probante contro una diretta concorrente
FERRARA. Seconda di campionato. E prima trasferta. Per nulla banale: a Rimini. O meglio, a Santarcangelo contro il Rimini. Non si gioca al “Romeo Neri” a causa dei lavori di rifacimento del terreno, che sarà in sintetico di ultima generazione. Nel frattempo è d’obbligo il trasloco.
Per la Spal cambia poco, a parte la cornice. Quello odierno (fischio d’inizio alle ore 17.30) sarà un test estremamente difficile, probante. Si dice sempre così? Quando c’è ipocrisia, sì. Poi, posto che nel calcio ci sta tutto ed il contrario di tutto, va da sé che affrontare il Rimini non è come vedersela con l’Ibis Fc (che, per chi non lo sapesse, è la squadra più perdente al mondo). Gli ostacoli per i biancazzurri possono essere il fondo in sinteticaccio del “Mazzola” (il vero calcio si gioca sull’erba...) e soprattutto la squadra di mister Pane. Il primo elemento non deve rappresentare un “mettere le mani avanti”, è solo una valutazione.
Tra l’altro, se la Spal si è esibita su ciò che resta della pelouse del “Mazza”, con il pallone che al suo interno pareva avere un coniglio, non può lamentarsi del campo di oggi, anche se cambiano molti parametri. Da tenere in debita considerazione, almeno a priori, è invece il Rimini: ha tradizione, arriva sull’onda di una promozione, schiera giocatori di buona caratura, anche provenienti dalla categoria superiore (tipo il figlio d’arte Signorini), ed ha un valore assoluto quale Adrian Ricchiuti.
Il sempreverde argentino, 37 anni, da tempo ha eletto Rimini a sua terra d’adozione. In Romagna ha scritto pagine importanti, ad esempio nel 2006 quando battè Gigi Buffon regalando ai biancorossi l’1-1 nella prima di campionato di quella serie B, esordio della Juventus in cadetteria dopo la retrocessione dettata da Calciopoli. E ne è passato di tempo da quando, nel novembre del 1998, un giovanissimo Ricchiuti affrontò la Spal con la maglia della Pistoiese. Oggi le strade si incrociano di nuovo.
Ma Ricchiuti o non Ricchiuti, tutto - o molto - è nei piedi della Spal. L’avvio di stagione è stato al fulmicotone: 10 vittorie in 10 partite tra amichevoli e gare ufficiali. Affermazione 3-0 domenica scorsa, al debutto in campionato, contro la Lucchese. I biancazzurri hanno il vento in poppa e dovranno essere bravi a far sì che non si trasformi in Garbino, per dirla alla romagnola, cioè quello che alza le temperature e precede le perturbazioni. Ecco, la Spal dovrà restare... fredda e giocare come sa e come può: palla a terra, possesso, improvvise verticalizzazioni. Il tutto condito da attenzione e concretezza, da tenuta ed efficacia.
Posta così, sembra che si metta l’asticella molto in alto, al limite della gara perfetta. Non proprio, non si pretende ciò che non si vede nemmeno in serie A, ma è evidente che la Spal - per fare risultato - dovrà sfoderare una prestazione importante, per dirla come “chi sa”. Che tipo di risultato? Non poniamo limiti... Ma per quanto attrezzata, per quanto competitiva, per quanto nel lotto delle favorite, per quanto protagonista di una grande partenza («La Spal è una squadra che dà l’impressione di essere molto solida», ci diceva domenica scorsa un addetto ai lavori del tutto neutrale), la squadra di mister Semplici non deve sentirsi addosso l’obbligo di vincere. L’auspicio è che si imponga, ovvio, epperò senza eccessive pressioni.
Quello di oggi col Rimini lo vediamo soprattutto come un “esame di passaggio”. Un test, una verifica, un ulteriore collaudo per avere indicazioni sempre più probanti sul reale spessore, sul grado di maturità e su quelle che potranno essere le prospettive della Spal. Chi ben comincia si porta avanti con i lavori e dà un orientamento alla stagione. L’era-Semplici, una volta portati a regime i motori, sta avendo un marchio di fabbrica: la continuità; 13+10 (risultati utili consecutivi) non possono essere frutto del caso. Certo che così le aspettative crescono, ma questo è il bello. Ed è logico cercare conferme. Il Rimini cade a puntino per saperne di più.
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