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Il nuovo sogno della stella mondiale Alessia Maurelli

Il nuovo sogno della stella mondiale Alessia Maurelli

La giovane ferrarese ha appena conquistato il titolo iridato con le Farfalle d’Oro: «Adesso penso alle Olimpiadi»

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FERRARA. I riflettori sono tutti puntati su Alessia Maurelli, stella della ritmica, fresca vincitrice del titolo mondiale a Stoccarda con le Farfalle d’Oro nella specialità dei nastri.

«D’estate ci siamo allenate a Follonica - dice Alessia, ieri in visita nella nostra redazione -, per un mese di collegiale dove per fortuna c’era un po’ più di vita attorno a noi. A Desio, la sede invernale, sarà più dura, saremo solo concentrate sul lavoro e l’allenamento; da metà ottobre in poi sarà fatica tutti i giorni. In estate abbiamo sofferto particolarmente il caldo, perché eravamo costrette ad allenarci molto vestite; per evitare che il sudore si attaccasse agli attrezzi, i nastri in particolare, abbiamo svolto le nostre sedute con le calze lunghe: con le temperature che ci sono state, abbiamo patito terribilmente la situazione».

È il secondo anno di Alessia Maurelli in Nazionale, ecco il suo primo bilancio: «La nostra allenatrice, Emanuela Maccarani, era più tesa, è stato l’anno più difficile. Non potevamo sbagliare in questo Mondiale, un errore ci sarebbe costato tutto il lavoro e l’anno prossimo non si sarebbe fatto niente. Questa stagione è stata di gran lunga più faticosa, ma l’ho vissuta con gli occhi aperti, mentre prima ero più sognante. Ho preso consapevolezza del livello raggiunto e che per rimanere così in alto non sarebbe stato semplice».

Già un anno fa sono arrivati i primi successi, ma la nostra campionessa non c’aveva dato peso: «Quando in Turchia abbiamo conquistato l’argento mondiale, quasi non me ne resi conto, mi pareva di vivere nel Paese dei Balocchi. Quest’anno sono più consapevole, ho vissuto con più tensione ogni avvenimento, dando nulla per scontato. Dopo un anno di lavoro nei centri federali mi sento molto più esperta».

La vittoria ai Mondiali, in mezzo alla raffica di medaglie della Russia, ha dato ulteriore visibilità alla squadra: «Non me l’aspettavo tutta questa notorietà. Su Facebook vengo invasa di messaggi da ammiratori e ammiratrici. Le più vicine a me e alla squadra sono le bambine: in tante mi scrivono per dirmi che sono il loro idolo. A Torino, ho incontrato delle ragazze che volevano a tutti i costi conoscermi. Ma non vivo come un peso questa notorietà, sono invece orgogliosa di quello che sono riuscita a conquistare. Adesso, però penso molto alle Olimpiadi, il sogno di ogni atleta».

E Rio, nel 2016, aspetta le Farfalle d’Oro, adesso qualificate.

Corrado Magnoni

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