La Spal attende Eros Che goduria con Schiavon
Società e giocatore non possono pronunciarsi sull’arrivo in biancazzurro Ma non ci sono dubbi sul fatto che il placet sia vicino. E la squadra avrà un plus
FERRARA. La società non si pronuncia. Ufficialmente non si sbilancia. «Dobbiamo aspettare», afferma il presidente Walter Mattioli. Il riferimento, ovvio, é ad Eros Schiavon. All’arrivo di Schiavon. Al ritorno in biancazzurro di Eros. Colpo di mercato. Anzi, colpaccio. Per il valore del giocatore. Per l’identificazione che il centrocampista ha con la città, con la Spal, con la maglia, con la tifoseria. Idolo assoluto. Uno dei più amati degli ultimi anni.
I fatti sono noti. Vecchio obiettivo di mercato, Schiavon - dopo un paziente lavoro di tessitura ad opera della società tutta - é stato agganciato definitivamente nei giorni scorsi. È lui l’uomo giusto per colmare nello scacchiere biancazzurro la casella lasciata vuota dall’infortunio occorso a Federico Gentile. È lui, Schiavon, l’elemento in grado di garantire il «qualcosa in più» che si voleva in caso di nuovo acquisto. Un acquisto non da effettuare “tanto per comprare”. Missione compiuta.
Schiavon può essere biancazzurro perché ha rescisso con l’Avellino ed ora, sfruttando il caso Mazzeo che ha fatto giurisprudenza nella scorsa stagione, é tesserabile da un’altra squadra. La Spal, appunto. Che ha battuto la concorrenza della Cremonese. E che prima, con pazienza, ha saputo aspettare l’evolvere degli eventi senza che Schiavon si accasasse al Padova, al Catania, all’Entella. Non lo volevano squadrette qualsiasi, non lo cercavano solo in Lega Pro.
Ma, concretamente, da quando Schiavon sarà spallino? Bisogna attendere, appunto, il corso della burocrazia. Che ha i suoi tempi. Non eterni ma nemmeno immediati. Difficile dire se Schiavon potrà quantomeno allenarsi al Centro già da domani. Tutte le parti, società e giocatore, sono vincolate al silenzio. La fase é delicata, serve prudenza. Ma esiste un precedente (quello, citato prima, di Mazzeo), quindi non si comprenderebbe se, come e perché Schiavon non dovesse arrivare. Non accadrà.
E allora? Cosa potrà dare Schiavon alla Spal? Un plus, ovvio. Esperienza, forza, qualità di categoria superiore (quattro stagioni piene in B). Interdizione, inserimenti, tiri, qualche gol. Duttilità (mezz’ala destra come mezz’ala sinistra). Soluzioni. In attesa del recupero di Gentile, la Spal potrà schierare un centrocampo Schiavon-Castagnetti-Di Quinzio; o Schiavon-De Vitis-Di Quinzio; o, ancora, De Vitis-Castagnetti-Di Quinzio. Senza considerare l’ottimo Bellemo. Senza contemplare altre composizioni di reparto.
Non diciamo che con Schiavon la Spal schianterà la concorrenza. Affermarlo significherebbe svilire il lavoro di Semplici e del gruppo (13+9+4; non sono numeri del lotto ma le cifre delle serie utili tra stagione scorsa, precampionato e torneo attuale). E vorrebbe anche dire caricare di pressioni e responsabilità un giocatore che pure ha spalle larghe, qualità e cuore biancazzurro.
Di sicuro, però, ci sentiamo di sbilanciarci nel sostenere che concedendosi Eros, la Spal avrà una possibilità in più per vivere una stagione all’insegna della goduria. Calcistica, ovvio. Non resta che attendere. Solo un po’, eh?.
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