La Spal ha qualità da grande squadra
Miglior attacco e difesa, i due goleador, 4 vittorie su 4: miglior avvio dal ’95 a oggi. E la capacità di superare le fasi difficili
FERRARA. C’é chi, magari trovandosi alla deriva, obietta sulla qualità di gioco della Spal. Lo stesso mister Leonardo Semplici, uno che il timone ce l’ha ben saldo tra le mani, nonostante la vittoria per 2-0 ha eccepito che i biancazzurri nel secondo tempo di Pontedera avrebbero dovuto gestire il vantaggio di 1-0 curando meglio il possesso palla. C’é un fondo di verità, nelle osservazioni del tecnico ma - in generale - si impongono alcune riflessioni:
1) tra questa Spal e quella pur vincente dei 13 risultati utili consecutivi della scorsa stagione, non c’é un abisso ma quasi. A favore della squadra attuale, s’intende. Il lavoro di Semplici ha radici antiche e la ricerca del fraseggio e della manovra rasoterra avevano preso a notarsi nitidamente già nell’ultimo campionato (soprattutto nella seconda parte del filotto positivo), ma in questo la qualità del gioco é decisamente più accentatuata, continua, superiore
2) Spal brutta e vincente, dice e diceva qualcuno, anche sabato tra i vulcanici sostenitori locali. E quelli belli dove sono? Lo chiediamo facendo il verso a Roberto Mancini, già che l’allenatore dell’Inter ha risposto con tale interrogativo a chi obiettava circa la qualità del gioco dei nerazzurri. In Lega Pro, finora, di belli abbiamo visto gli arancioni pistoiesi, ma dopo quattro gare la classifica dice che la Spal ha 12 punti e la Pistoiese 2, che la Spal ha segnato 8 gol e la Pistoiese 1, che la Spal ha incassato 1 rete e la Pistoiese 4. Dunque, ripassare please
3) Per restare sul tema, e per citare ancora Mancini, ricordiamo che il tecnico interista ha affermato: «in serie A non vedo dei Barcellona». Ecco, se non ci sono in serie A, come possiamo pensare e pretendere che ci siano in Lega Pro? L’idea di calcio che abbiamo e che amiamo conduce alla qualità, all’estetica, al fatto che “un tempo” anche in C si vedeva bel calcio, ma dobbiamo essere lucidi ed analizzare la realtà di oggidì. Ed in tale contesto, non bisogna storcere il naso: a maggior ragione, quello proposto dalla Spal è un buon football
4) tutto ciò per arrivare a dire che non sottilizzeremmo più di tanto su quella fase della ripresa di Pontedera in cui la Spal è arretrata ed ha tenuto palla troppo poco. Semplici fa bene a rimarcarlo, è compito suo, deve lavorare su quanto si può e deve migliorare e non su quanto é già al top. Ma in una partita, in tutte le categorie, è fisiologico concedere 10/15/20 minuti di superiorità all’avversario. La peculiarità di una grande squadra consiste nel superare indenne quei minuti e nel fare risultato. È ciò che é successo alla Spal a Pontedera. Dove, tra l’altro, nel primo tempo i biancazzurri hanno dato una sensazione di superiorità schiacciante. E, dopo, hanno attraversato il periodo critico(?) uscendone senza danni per poi portare la stoccata finale.
Questa Spal dà l’impressione di poter essere una spanna sopra la concorrenza. Le ha vinte tutte, ha il miglior attacco e la miglior difesa del girone, vanta i due migliori realizzatori (Cellini 4 gol, Finotto 3), ha ampiezza di rosa e varietà di soluzioni, lavora nel solco della continuità, conta 13 risultati utili di fila l’anno scorso, 9 vittorie su 9 in pre-campionato, 4 successi su 4 nel torneo in corso, miglior avvio di campionato dal 1995 ad oggi. Stagione ancora lunghissima e impervia, ma i presupposti per coronare “il” sogno ci sono tutti.
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