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Copparese, più Rossi che blu «Avanti così e rischiamo grosso»

Copparese, più Rossi che blu «Avanti così e rischiamo grosso»

COPPARO. Stai vincendo una partita. La prima del campionato. E vincere ti farebbe comodo. Allo scadere, quando magari varrebbe la pena di cercare la guerra con... Gradizza bombardandola di palloni a...

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COPPARO. Stai vincendo una partita. La prima del campionato. E vincere ti farebbe comodo. Allo scadere, quando magari varrebbe la pena di cercare la guerra con... Gradizza bombardandola di palloni a scavalcare la recinzione, o di trattare gli avversari come zerbini a centrocampo, prendi un gol a difesa schierata. E pareggi. Nei fumetti, probabilmente, la nuvoletta sarebbe piena di scarabocchi, boccette di veleno, teschi e lampi. Nella vita reale anche, ma il fumetto non si vede. Ed allora, a fare il punto, abbiamo chiamato uno degli uomini di maggiore esperienza della Copparese, Stefano Rossi.

«Purtroppo, non è la prima volta che ci capita. Domenica abbiamo giocato molto bene per 20 minuti, abbiamo realizzato due gol e stavamo andando alla grande. Quasi come con l'Argentana, quando cominciammo bene per poi sederci una volta in vantaggio. Siamo andati sul 2-0 per noi e probabilmente abbiamo dato per scontato che era fatta. Ed invece no. Abbiamo concesso loro la possibilità di rimettersi in carreggiata, e l'hanno sfruttata».

É un problema di gambe? Nelle partite fin qui giocate la Copparese ha giocato bene scorci di partita, benissimo alcune frazioni di gara, ma mai tutto il confronto...

«Non credo. Le gambe girano, non è per questo che paghiamo. Credo che il problema sia legato ai troppi errori commessi. Errori singoli, individuali, non di squadra, o almeno non sempre. Contro Argentana e Cattolica abbiamo concesso troppe percussioni centrali che sono nate da nostri errori. Contro l'Agentana ho sbagliato anch'io. E non è una questione di crescita. Non sono infatti solo i giovani a sbagliare, ma gli errori sono distribuiti, e quindi anche più difficili da evitare. Dobbiamo crescere, e crescere tutti, di squadra. A rete ci andiamo con una certa facilità, ma concediamo troppo e quasi sempre su nostri errori, non per il fatto che le avversarie ci travolgano con le loro capacità. Ci serve più cattiveria, non dobbiamo essere fragili a livello mentale, ma cercare di restare sempre concentrati. Dobbiamo riuscirci a partire da me, dagli altri uomini esperti e giù giù fino ai più giovani dobbiamo trovare la giusta concentrazione. Perché se continuiamo di questo passo, si corrono dei grossi rischi: questo è uno dei campionati più equilibrati di sempre: puoi vincere o perdere veramente contro chiunque, e questo equilibrio, se regali punti, ti mette in difficoltà».

E domenica, la difficile sfida con il Real San Lazzaro.

Alessandro Bassi

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